Zhìnéng Qìgōng e Língyuán
Il Maestro Pang ha spiegato con grande chiarezza e profondità che cosa sia il Língyuán. Tuttavia, la sola conoscenza teorica, acquisita attraverso i libri e la comprensione intellettuale, non basta a coglierne pienamente il significato. Occorre farne esperienza diretta nella pratica: riconoscere la coscienza e lo stato interiore che lo caratterizzano, percepirne le sensazioni, l’ispirazione, la connessione numinosa, la finezza e la meravigliosa sottigliezza; sentirne la presenza, le risposte, persino quel particolare battito del cuore. Senza questa esperienza, per quanto si approfondisca la teoria, il suo significato più profondo rimane difficile da comprendere.
Che cosa significa Líng? Rimanda allo spirito numinoso, all’anima, al Qì numinoso, alla luce numinosa, alla connessione numinosa, alla flessibilità, alla sensibilità spirituale, all’ispirazione…
Che cosa significa Yuán? Rimanda al Qì originario, allo Shén originario, alla luce originaria, all’intenzione originaria e al corpo originario.
Quando Líng e Yuán si uniscono, formano il termine Língyuán. Per comprenderne il significato è necessaria la corretta guida della teoria Hùnyuán del Maestro Pang. Il Língyuán è una forma di materia, di energia e di informazione; è lo Yìyuántǐ — la ghiandola pineale. Nello stato ordinario è difficile che si manifesti; in uno stato non ordinario, oppure nelle persone dotate di capacità straordinarie, è più facile accedervi e utilizzarlo.
Per esempio, l’illuminazione improvvisa è una risposta del Língyuán. Generalmente si manifesta quando il pensiero, l’attenzione e l’immaginazione raggiungono un elevato grado di concentrazione. Questa illuminazione improvvisa è appunto una risposta del Língyuán.
Anche l’ispirazione è una risposta del Língyuán. Quando arriva l’ispirazione creativa, la coscienza, l’attività del pensiero e l’impegno mentale entrano completamente in una particolare dimensione della creazione artistica. Ci si immerge con tutto il corpo e tutta la mente in uno stato di intensa esaltazione dello spirito. In questa condizione di profonda attenzione e concentrazione, i pensieri scorrono abbondanti e ininterrotti, tanto da sembrare impossibili da esaurire nella scrittura. Si compongono così testi splendidi, scrivendo liberamente, con piacere e fluidità. Anche questa ispirazione è una risposta del Língyuán.
L’illuminazione improvvisa e l’ispirazione sono risposte del Língyuán, maturate attraverso una pratica assidua e le prove della vita. Per ricevere più ispirazione attraverso la pratica, occorre esercitarsi con impegno: praticare il metodo del suono «n», coltivare lo Yìyuántǐ, pensieri retti, azioni rette, Qì retto e pensieri benevoli; recitare ad alta voce, in silenzio e interiormente. «Quando il Qì retto è custodito all’interno, il Qì patogeno non può interferire».
Il Língqì: nella teoria della medicina cinese comprende lo Yuánqì, lo Zhōngqì, lo Zōngqì, lo Yíngqì e il Wèiqì.
Lo Yuánqì, il Qì originario, è il Qì dei reni, che comprende l’essenza renale, il Qì renale e l’acqua dei reni. È il Qì primordiale derivante dall’unione sessuale dei due sessi, il Qì prenatale dell’essere umano, il Qì vitale che ne governa l’intera esistenza.
Lo Zhōngqì, il Qì centrale, è il Qì dello Shén dell’organismo, il Qì dello spirito e della vitalità mentale. Uno sguardo vivo e una voce forte e sonora indicano una persona dotata di una solida forza interiore e di abbondante Zhōngqì. Questo Qì trae beneficio dai processi di trasformazione e trasporto della milza e dello stomaco.
Lo Zōngqì è l’unico Qì yīn dell’organismo e svolge la propria attività di trasformazione nel sangue.
Il Wèiqì è il Qì degli strati superficiali, che protegge la salute della pelle.
Il Língyuán e il Língqì costituiscono insieme l’unità della nostra vita. Il Língyuán si riferisce in senso ampio alla dimensione mentale e spirituale; negli otto principi diagnostici della medicina cinese appartiene al vuoto, allo yīn, all’esterno e al freddo. Il Língqì si riferisce in senso ampio alla dimensione materiale, al Qì e al sangue; negli otto principi appartiene al pieno, allo yáng, all’interno e al calore.
Il Língyuán e il Língqì governano insieme la nostra vita.
La chiave delle attività vitali umane è l’intenzione mentale
La teoria del Língyuán, nella Scienza dello Zhìnéng Qìgōng, sottolinea il ruolo dell’intenzione mentale (Língyuán) nel dirigere le attività vitali. La teoria della Hùnhuà chiarisce invece come l’intenzione mentale guidi i processi di fusione e trasformazione del Qì nel suo movimento.
L’intenzione mentale svolge un ruolo fondamentale in tutte le attività vitali dell’essere umano. Questo vale tanto per il normale funzionamento dell’organismo quanto per le malattie sul piano fisiologico.
Se l’intenzione mentale è sana, anche il Qì che mobilita è sano. Se invece l’intenzione mentale, cioè l’attività psichica, si altera e diventa anomala, anche il Qì mobilitato diventa anomalo. L’anomalia del Qì costituisce la malattia. Il principio è semplice: quando il Qì si accumula senza circolare, quando non riesce a permeare e collegare le diverse parti dell’organismo, oppure quando non riesce a fondersi e trasformarsi, si manifesta la malattia. Se l’attività dell’intenzione mentale non esprime sufficientemente il proprio carattere olografico e conduce il Qì fuori dal suo corso, non si determina forse anche così una condizione patologica?
Il punto centrale è che, nello stato patologico, l’intenzione mentale non riesce più a governare adeguatamente il Qì e a permearlo. In condizioni normali, il Qì dell’organismo è normale e l’intenzione mentale comunica con esso. Quando compare del Qì patologico, diverso da quello normale, si pensa: «Questa è una malattia». In questo modo, l’intenzione mentale lo fissa in quella condizione e non riesce più ad attraversarlo. Il carattere olografico dell’intero organismo non riesce a penetrarvi e quel Qì se ne differenzia, acquisendo una relativa indipendenza dalle normali attività vitali. È questo lo stato patologico.
Se invece non si introduce questa distinzione, qualunque Qì si presenti può essere permeato e attraversato dallo Yìyuántǐ, dalla coscienza. Il carattere olografico può così esprimersi anche in esso. Quando quel Qì acquisisce il carattere olografico dell’essere umano, cessa di essere patologico e la malattia guarisce.
Per questo lo Zhìnéng Qìgōng fonda la propria teoria sul Qì retto dell’essere umano. La chiave del Qì retto risiede nella coscienza: quando l’intenzione mentale vi penetra con slancio e riesce a governarlo, il Qì proveniente dall’esterno e quello dell’organismo acquisiscono una medesima natura, e la condizione patologica viene meno. Lo stato patologico si determina dunque quando l’intenzione mentale fissa la malattia oppure quando una deviazione o un’alterazione della coscienza conduce il Qì fuori dal suo corso, facendo insorgere la malattia.
«Oh, sono malato»: questo pensiero fissa la malattia nella coscienza e la aggrava.
«Oh, sto per morire»: aggiungendo informazioni negative, ci si orienta verso la morte.
Quando invece l’intenzione mentale afferma «Sono guarito» e riesce davvero a penetrare il Qì e a permearlo, si guarisce.
— Estratto da una lezione del Maestro Pang.
Sulla base della teoria del Língyuán e della teoria della Hùnhuà, i punti centrali dell’intervento del Maestro Pang «La chiave delle attività vitali umane è l’intenzione mentale» possono essere ordinati come segue.
L’intenzione mentale dirige le attività vitali e ne costituisce la chiave. La sua condizione, sana o alterata, determina direttamente lo stato del movimento del Qì e, di conseguenza, la salute o la malattia dell’organismo. Guidando il processo di fusione e trasformazione dello Hùnyuán Qì, l’intenzione mentale regola le attività vitali.
La prospettiva della teoria del Língyuán: l’intenzione mentale governa la vita.
• Il ruolo guida del Língyuán
Il Língyuán è il nucleo di consapevolezza limpido e incontaminato dello Yìyuántǐ ed è ciò che realmente governa le attività vitali. Il loro normale svolgimento dipende dalla capacità dell’intenzione mentale, quando il Língyuán è in uno stato di chiarezza, di dirigere le informazioni della vita.
• Le deviazioni dell’intenzione mentale provocano squilibrio
Quando l’intenzione mentale diventa rigida, dominata dalla paura o fissata su determinate convinzioni — per esempio «Sono malato» o «Sto per morire» — la chiarezza del Língyuán viene offuscata. Questa condizione anomala dell’intenzione mentale guida in modo scorretto il movimento del Qì, provoca disordine nelle informazioni della vita e può così far insorgere o aggravare la malattia.
• Il Qì retto ha origine nella coscienza
La chiave della salute risiede nel Qì retto, il cui fondamento è la coscienza, ossia l’intenzione mentale. Solo un’intenzione mentale retta e dotata di un forte carattere olografico può governare efficacemente il movimento del Qì, permettere al Qì proveniente dall’esterno di fondersi con quello dell’organismo e mantenere il normale processo di fusione e trasformazione delle attività vitali.
Comprendere il Língyuán significa lasciare che la conoscenza maturi nell’esperienza, imparando a riconoscerne la presenza nella pratica e nella vita quotidiana.
Da Cuore a Cuore,
Maria Grazia Mauri








