Chēn Qì: rafforzare cuore e polmoni.
Il 2 novembre 2020, il quotidiano “Zhōngguó zhōng yīyào bào” (《中国中医药报》), Notiziario sulla Medicina Tradizionale Cinese, organo ufficiale dell’Amministrazione Nazionale della Medicina Tradizionale Cinese, ha pubblicato nella sua settima pagina un articolo speciale intitolato: «Chēn Qì: rafforzare cuore e polmoni, proteggersi dal freddo e rafforzare il corpo» raccomandando al grande pubblico il metodo del Chēn Qì (抻气) come una pratica semplice, efficace e di grande valore per la salute e il benessere. Contemporaneamente, un articolo con lo stesso titolo è stato pubblicato anche sul portale ufficiale online “Zhōngguó zhōng yīyào wǎng” (《中国中医药网》), dove si è classificato al primo posto nella graduatoria degli articoli più letti e di maggiore interesse del sito.
Nel 2019, il professor Zhang Wenchun (章文春), direttore dell’Istituto di Ricerca sulla Scienza del Qigong dell’Università di Medicina Tradizionale Cinese di Jiangxi e supervisore di dottorato, ha inserito questo metodo di pratica nel volume Studio dell’osservazione interiore nella Medicina Tradizionale Cinese, pubblicato dalla People’s Medical Publishing House come testo innovativo destinato agli istituti superiori di Medicina Tradizionale Cinese. L’esercizio è stato adottato come uno dei principali metodi didattici per apprendere a percepire e osservare il Qì interno (Nèi Qì) del corpo umano ed è stato successivamente promosso nelle università di Medicina Tradizionale Cinese di tutta la Cina come metodo di riferimento per l’insegnamento della percezione del Qì.
La descrizione è tratta dal volume Studio dell’Osservazione Interiore nella Medicina Tradizionale Cinese , pubblicato dalla People’s Medical Publishing House come testo innovativo destinato agli istituti superiori di Medicina Tradizionale Cinese. La pratica del Chenqì consente di percepire rapidamente il Qì e produce sensazioni energetiche particolarmente intense, permettendo al praticante di avvertire in breve tempo la presenza del Qì interno (Nèi Qì). Il suo obiettivo principale è favorire l’integrazione e la comunicazione tra il Qì interno e il Qì esterno. In particolare, questo metodo rappresenta un valido supporto nel trattamento delle affezioni della testa, del cuore, dei polmoni, della colonna cervicale e degli arti superiori.
L’esercizio stimola efficacemente il punto di agopuntura Gaohuang (膏肓穴), situato tre cun lateralmente, su entrambi i lati della colonna vertebrale, all’altezza dello spazio compreso tra la quarta e la quinta vertebra toracica (vedi figura a fianco). Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il punto Gaohuang è strettamente collegato al cuore e ai polmoni. Attraverso la stimolazione di questo punto si favorisce l’apertura dei meridiani e dei loro collaterali, si rafforza il Qì interno e si potenziano le funzioni del cuore, dei polmoni, della testa e degli altri organi. Di conseguenza, questa pratica contribuisce ad aumentare la resistenza al freddo, a rafforzare la costituzione fisica e a promuovere il benessere generale dell’organismo.
Modalità di esecuzione
Rivolgere i palmi delle mani verso il corpo e, mantenendoli all’altezza della vita e dell’ombelico, aprire lentamente le braccia lateralmente fino a raggiungere i lati del corpo. Le braccia sono completamente distese e formano un angolo di circa 45° rispetto al tronco. Le mani sono mantenute verticali (palmi eretti), mentre i polsi sono leggermente flessi all’indietro, con i polsi alla stessa altezza dell’ombelico. Le dita sono naturalmente separate, le punte leggermente rivolte all’indietro e i palmi sono delicatamente espansi verso l’esterno Questo esercizio può essere praticato sia in piedi sia da seduti. La pratica in piedi è particolarmente indicata perché facilita la mobilizzazione del Qì dell’intero organismo e favorisce la libera circolazione del meccanismo energetico del corpo. Se invece si pratica da seduti, è importante lasciare che la regione lombare si rilassi e si distenda leggermente in avanti, permettendo al bacino di inclinarsi naturalmente in avanti e preservando la fisiologica curvatura della colonna lombare.
Esecuzione del Chēn Qì
Il movimento del Chēn Qì è composto essenzialmente da due fasi: la contrazione (suō, 缩) e l’estensione (chēn, 抻).
Contrazione: Le scapole si retraggono contemporaneamente verso l’alto e all’indietro, avvicinandosi e comprimendosi verso la colonna vertebrale. Le spalle si sollevano leggermente formando una lieve arcuatura e vengono delicatamente elevate. Contemporaneamente, la punta delle dita esercita una leggera tensione, estendendosi all’indietro. Tutti questi movimenti devono essere eseguiti simultaneamente.
Estensione: Mentre le spalle si rilassano e si abbassano naturalmente, le mani, mantenendo il polso in posizione zuòwàn (坐腕), si estendono obliquamente verso l’esterno e verso il basso, con i palmi che si espandono delicatamente verso l’esterno. Durante l’alternanza tra estensione e contrazione, il centro del palmo passa ritmicamente da una posizione leggermente espansa a una leggermente raccolta. Le braccia devono rimanere completamente distese e i gomiti non devono piegarsi. Il movimento viene quindi ripetuto ritmicamente e in modo continuo.
Durata della pratica
Ogni sessione di allenamento dovrebbe durare almeno 14 minuti, ma ci sono praticanti avanzati che lo praticano anche per più tempo. Il ritmo di esecuzione non deve essere né troppo lento né troppo veloce; generalmente si consigliano circa 85-90 movimenti al minuto.
Punti essenziali della pratica
1. Concentrazione mentale e coordinazione del movimento
Durante l’esecuzione del Chēn Qì è importante mantenere la mente raccolta e concentrata. Se lo si desidera, l’esercizio può essere eseguito seguendo il ritmo della musica. La musica rende l’atmosfera più piacevole e rilassata, favorisce il rilassamento mentale e aiuta a mantenere la pratica più a lungo. Tuttavia, proprio in queste condizioni è ancora più importante evitare le distrazioni e mantenere una concentrazione costante. L’attenzione deve essere rivolta, da un lato, all’osservazione delle trasformazioni del Qì all’interno del corpo e, dall’altro, al mantenimento di una postura corretta durante tutta l’esecuzione.
L’intenzione (Yì) deve accompagnare continuamente il movimento, prestando particolare attenzione all’unità dell’intero gesto. È importante percepire spalle e mani come un unico insieme. Quando le scapole si retraggono, occorre coordinare questo movimento con una leggera estensione all’indietro delle punte delle dita e con l’avvicinamento delle scapole tra loro. Durante la fase di estensione, invece, la spinta delle spalle verso l’esterno deve essere coordinata con la posizione zuòwàn (坐腕) dei polsi. Questa coordinazione favorisce la circolazione ciclica del Qì, permettendo al meccanismo energetico dell’intero corpo (Qìjī) di funzionare come un’unità armoniosa.
2. Coordinazione tra movimento e respirazione
Durante il Chēn Qì, il ritmo della respirazione tende spontaneamente ad armonizzarsi con l’alternanza di estensione e contrazione degli arti superiori e con il tempo della musica. Ripetendo ritmicamente la sequenza di contrazione e apertura, il Qì interno inizia rapidamente a circolare liberamente. Il corpo, e in particolare le mani, diventano progressivamente caldi e piacevolmente riscaldati.
Errori più comuni nell’esecuzione
- I palmi sono posizionati più in basso dell’ombelico e l’angolo tra le braccia e il tronco è inferiore a 45°.In questo modo il movimento delle spalle si trasforma in un semplice sollevamento e abbassamento, e il meccanismo del Qì non si apre e si chiude più tra interno ed esterno, ma si limita a salire e scendere verticalmente. Inoltre, tenere le mani troppo in basso favorisce la discesa del Qì e del sangue. I palmi possono essere leggermente più alti dell’ombelico, ma non devono mai trovarsi al di sotto di esso.
- I gomiti sono rilassati e piegati. In questo caso il movimento non è più uno “stiramento” (Chēn), ma diventa un semplice ondeggiamento o battito delle braccia. Braccio e avambraccio devono rimanere ben distesi, come se formassero un unico bastone diritto.
- Durante la retrazione delle scapole, le spalle vengono sollevate. Questo favorisce un’eccessiva risalita del Qì e del sangue verso l’alto. È invece necessario mantenere le spalle rilassate e abbassate, facendo convergere con decisione le scapole verso la colonna toracica.
- Le braccia oscillano verso l’alto e il basso oppure avanti e indietro. In questo modo si riduce l’effetto dello stiramento tra interno ed esterno. Gli arti superiori devono invece estendersi e contrarsi avanti e indietro con stabilità, senza movimenti superflui.
- Non viene mantenuto il corretto allineamento dell’intero corpo. Il mento non è leggermente retratto, la testa è inclinata all’indietro oppure eccessivamente in avanti e il punto Baihui non viene mantenuto come sospeso verso l’alto. Inoltre, durante la pratica in piedi, alcuni praticanti sporgono l’addome e lasciano cedere la regione lombare in avanti.
Questi errori ostacolano la libera circolazione del Qì e del sangue, rendendo difficile il raggiungimento dell’equilibrio energetico.
Durante tutta la pratica è quindi fondamentale mantenere il corpo correttamente allineato. È importante evitare tutti questi errori e impegnarsi fin dall’inizio a eseguire il metodo secondo i requisiti corretti. Con una pratica costante, il movimento corretto diventerà naturale e spontaneo, permettendo di ottenere i risultati desiderati e prevenendo eventuali squilibri del Qì.
Effetti della pratica
Sebbene il metodo del Chēn Qì (抻气) sia estremamente semplice nei movimenti, esso incarna il principio secondo cui «la Grande Via è la più semplice» e racchiude infinite potenzialità. I suoi benefici sono molteplici.
- Il Chēn Qì permette di percepire rapidamente il Qì e genera sensazioni energetiche particolarmente intense. È in grado di mettere velocemente in movimento il Qì dell’intero organismo, rendendolo più attivo e vitale, consentendo al praticante di percepire chiaramente la presenza del Qì interno (Nèi Qì).
- Dopo poco tempo di pratica si avverte una piacevole sensazione di calore diffuso e, talvolta, compare anche una lieve sudorazione. Questo indica che il Qì interno è stato attivato. Una pratica costante contribuisce ad aumentare la capacità dell’organismo di resistere sia alle malattie sia al freddo.
- Mantenendo il corpo correttamente allineato e facendo eseguire agli arti superiori il movimento ritmico di estensione e contrazione, la distribuzione del Qì tra il lato destro e quello sinistro del corpo viene rapidamente riequilibrata, favorendo il ripristino e il mantenimento dell’armonia energetica.
- Dal punto di vista della Teoria dei Meridiani della Medicina Tradizionale Cinese, il movimento ritmico di contrazione ed estensione, alternando tensione e rilassamento, favorisce una rapida apertura dei tre meridiani Yin della mano e dei tre meridiani Yang della mano. Inoltre esercita un profondo effetto di massaggio sulla regione del torace, della schiena e del collo. Particolarmente evidente è la stimolazione di importanti punti di agopuntura situati tra le scapole, quali Gaohuang (膏肓), Shenzhu (身柱), Feishu (肺俞), Xinshu (心俞) e Dazhui (大椎).
Di conseguenza, il Qì e il sangue scorrono più liberamente nei meridiani degli arti superiori, del torace, della schiena, del cuore, dei polmoni e della testa. Le funzioni dei diversi organi vengono così migliorate e rafforzate, realizzando il principio tradizionale secondo cui:
«Quando il Qì e il sangue scorrono liberamente, le malattie non possono insorgere.»
Ripetuto con un ritmo regolare e mantenuto per un tempo prolungato, il Chēn Qì rende progressivamente più ordinata la circolazione del Qì interno, sviluppando una forza capace di penetrare sempre più in profondità.
Questa pratica è particolarmente efficace nella prevenzione e nel trattamento delle sindromi croniche da sovraccarico degli arti superiori, delle spalle, della schiena e del collo. Offre inoltre un rapido sollievo alla stanchezza e alle tensioni provocate dal lavoro prolungato alla scrivania o dall’uso eccessivo dello smartphone con il capo inclinato.
Secondo gli insegnamenti dello Zhineng Qigong, rappresenta anche un valido metodo di supporto nel trattamento di numerose patologie croniche della parte superiore del corpo e persino di malattie sistemiche di particolare gravità.
È indicato, in particolare, come pratica complementare nei casi di artrite degli arti superiori, tendiniti e tenosinoviti, sindrome del tunnel carpale, epicondilite (“gomito del tennista”), periartrite della spalla, disturbi della colonna cervicale, patologie della testa e del volto, malattie cardiache, malattie dell’apparato respiratorio, nonché negli esiti di ictus o di traumi.
Il Chēn Qì pone particolare enfasi sull’integrazione tra il Qì interno e il Qì esterno, aumentando il grado di permeabilità energetica dell’intero organismo.
Una pratica costante sviluppa progressivamente una maggiore sensibilità nella percezione del Qì e, secondo la teoria dello Zhineng Qigong, costituisce uno dei metodi più efficaci per favorire lo sviluppo delle capacità superiori della coscienza (超常智能, chāocháng zhìnéng), ovvero delle potenzialità percettive e cognitive che possono emergere attraverso un lungo e corretto percorso di pratica.
DaCuore a Cuore, buona pratica!
Maria Grazia Mauri








