“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Raccogliere il Qì

Se non vuoi sprecare la tua energia emotiva, prima di reagire a qualcuno fermati un momento e osserva. Chiediti quale tipo di energia porta quella persona nella tua vita e, soprattutto, se vale davvero la pena coinvolgerti.

Ci sono persone con cui stare bene anche senza parlare. La loro presenza trasmette calma, stabilità, chiarezza. Dopo averle incontrate ci sentiamo più centrati, più leggeri, quasi come se qualcosa dentro di noi si fosse riordinato. Con queste persone vale la pena condividere tempo ed esperienza: anche una conversazione apparentemente inutile, o semplicemente il silenzio, può essere nutriente quando entriamo in contatto con un’energia che percepiamo come più elevata della nostra.

Altre volte, invece, incontriamo persone che sentiamo essere semplicemente sul nostro stesso livello. In questo caso possiamo osservare ciò che accade, ascoltare, valutare le parole e i comportamenti e decidere se ciò che viene detto merita una nostra risposta. Non tutto richiede necessariamente una reazione.
E poi ci sono quelle situazioni in cui, fin dal primo contatto, avvertiamo che qualcosa non è in sintonia. Una persona è continuamente polemica, provoca, cerca lo scontro, porta con sé agitazione e negatività. Non abbiamo bisogno di dimostrare nulla e nemmeno di convincerla. Possiamo semplicemente scegliere di non entrare in quella dinamica.
Ogni volta che reagiamo, infatti, mettiamo in gioco qualcosa di nostro: attenzione, tempo, emozioni, energia. E non tutto ciò che arriva dall’esterno merita di essere accolto dentro di noi.
Nella tradizione cinese esiste il concetto di Jù Qì, “raccogliere il Qì”. È un’espressione che invita a comprendere l’importanza di non disperdere continuamente le proprie energie.
A volte ci capita di sentirci stranamente privi di entusiasmo, senza forza, incapaci di concentrarci o di trovare la motivazione per fare anche le cose più semplici. Ci diciamo che siamo pigri, che abbiamo bisogno di riposare, che inizieremo domani. Ma forse, in alcuni momenti, quello che percepiamo è semplicemente una dispersione delle nostre energie.
Il Qì, in questo contesto, non è semplicemente l’aria. È qualcosa che viene percepito anche nella presenza di una persona, nel suo modo di stare, di parlare, di agire. Tutti abbiamo sperimentato la sensazione di trovarci davanti a qualcuno con cui siamo immediatamente in sintonia e, al contrario, quella di sentire che con un’altra persona “non siamo sulla stessa onda o strada”.
 
Una persona interiormente stabile non ha bisogno di imporsi. La sua presenza comunica qualcosa. Anche senza parlare può trasmettere sicurezza, calma e fiducia. È un po’ come la sensazione di un bambino tra le braccia della madre: non servono spiegazioni, il corpo riconosce di essere al sicuro.
 
Questa stabilità interiore è preziosa anche nella vita quotidiana. Quando riusciamo a non disperdere continuamente la nostra energia nelle discussioni, nelle provocazioni, nelle preoccupazioni e nelle reazioni impulsive, conserviamo dentro di noi una maggiore disponibilità e lucidità.
E questo riguarda anche le opportunità.
 
 
Quante volte una persona si impegna a lungo e proprio alla fine perde tutto? Oppure incontra qualcuno che potrebbe rappresentare un’importante occasione di crescita e, attraverso atteggiamenti impulsivi o instabili, compromette il rapporto?
Forse, prima di chiederci perché qualcosa non ha funzionato, potremmo domandarci: ho disperso il mio Qì?
La prima impressione che trasmettiamo agli altri ha un peso enorme. Non è un caso che, quando devono scegliere con chi collaborare o in chi investire, molte persone esperte guardino prima alla persona e poi al progetto. Non cercano soltanto competenza o talento. Cercano qualcuno di stabile, affidabile, capace di mantenere lucidità anche quando le cose diventano difficili.
Quando dentro di noi regna il disordine, diventa difficile prendere decisioni giuste. Pensieri, desideri, paure e reazioni si accavallano e consumano energia. Prima di accogliere qualcosa di nuovo, allora, forse abbiamo bisogno di fare un po’ di ordine dentro di noi.
Come quando si mette in ordine una casa prima di accogliere un ospite, anche il nostro mondo interiore ha bisogno di essere ripulito. Quando la mente è più chiara e le emozioni non ci trascinano continuamente da una parte all’altra, l’energia può raccogliersi invece di disperdersi.
Questo non significa isolarsi dagli altri o evitare ogni persona negativa. Significa imparare a scegliere ciò a cui dare la propria attenzione.
Possiamo incontrare qualcuno che non ha cattive intenzioni e che, semplicemente, vive in una condizione di forte agitazione. Ma se ogni contatto con quella persona ci lascia inquieti, irritati o svuotati, possiamo almeno chiederci: vale la pena utilizzare la mia energia emotiva in questo modo?
 
Imparare a proteggere il proprio Qì non significa diventare indifferenti. Significa diventare più consapevoli di ciò che lasciamo entrare nella nostra vita.
Viviamo in un’epoca in cui abbiamo continuamente davanti nuove possibilità, informazioni, richieste e stimoli. Forse, per una persona comune, la felicità non consiste nell’avere sempre di più, ma nel saper vivere bene ciò che già ha, ridurre i desideri inutili, prendersi cura del proprio corpo e mantenere una certa serenità.
E se abbiamo un obiettivo, un desiderio o una piccola aspirazione, non dobbiamo pensare che ci manchino necessariamente le opportunità. A volte ciò che ci manca è la stabilità necessaria per riconoscerle, accoglierle e sostenerle quando arrivano.
Raccogliere il Qì significa anche questo: imparare lentamente a non disperdersi, a riportare l’energia verso di sé, a diventare più presenti e più stabili.
Quando il nostro campo energetico si stabilizza, anche le emozioni diventano più equilibrate. E da quella stabilità possiamo affrontare con maggiore chiarezza le relazioni, il lavoro, le difficoltà e le opportunità che la vita ci presenta.
Forse è proprio qui che comincia una vera forma di forza interiore: non nel fare di più, ma nel disperdere meno. E nel custodire con consapevolezza ciò che abbiamo dentro.

Haola!

Maria Grazia Mauri 

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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