3. Sān xīn bìng zhàn zhuāng o Posizione Statica in Piedi per l’Unione dei Tre Centri
三心 (Sān xīn) = i tre “cuori”, cioè i tre centri;
顶心 – il centro della testa, Baihui;
手心 – il centro dei palmi delle mani, Laogong;
脚心 – il centro delle piante dei piedi,Yongquan;
并 (bìng) = riunire, far convergere, armonizzare.
站桩 (Zhànzhuāng) = la pratica della postura statica (“stare come un palo”).
L’esercizio consiste nel riunire mentalmente questi tre centri nel Dantian inferiore:
– assumere la postura corretta;
– riunire mentalmente il centro della testa, i palmi delle mani e le piante dei piedi nel Dantian inferiore;
– una volta raccolta l’attenzione nel Dantian, lasciar andare ogni sforzo mentale e rimanere semplicemente in piedi, rilassati e tranquilli;
– quando ci si accorge che la mente si è distratta, riportare dolcemente l’attenzione al Dantian e continuare la pratica.
L’ascensore – Il Prof. Pang Ming disse:
” Sān xīn bìng zhàn zhuāng attraversa tutte le pratiche dello Zhineng Qigong. Le sei forme dinamiche del nostro metodo sono come un edificio di sei piani. Sān xīn bìng zhàn zhuāng è come l’ascensore che attraversa tutto l’edificio: grazie a esso si può salire direttamente dai piani inferiori a quelli superiori.”
Un praticante chiese al Prof. Pang:
“Maestro, quale deve essere l’attività mentale durante la pratica?”
Il Maestro Pang mi rispose con un’altra domanda:
“Secondo te, qual è l’attività mentale di un albero che cresce nella natura?”
Lo studente disse:
“Un albero non ha particolari attività mentali. Semplicemente segue la natura.”
Il Maestro Pang concluse:
“Se, praticando Sān xīn bìng zhàn zhuāng , riuscirai davvero a stare lì come un albero, semplicemente in piedi, allora il tuo livello di pratica sarà molto elevato.”
L’analogia dell’ascensore significa che questa pratica non è considerata un semplice esercizio preparatorio, ma un metodo fondamentale che sostiene l’intero percorso dello Zhineng Qigong. Lavorando in profondità sulla postura, sul rilassamento e sull’attenzione, è possibile ottenere benefici che si riflettono anche nelle altre forme di pratica.
Ancora più interessante è l’ultima risposta del Maestro Pang. Quando paragona il praticante a un albero, non intende dire che bisogna “immaginare di essere un albero”, ma che occorre raggiungere uno stato di presenza naturale, stabile e spontanea. L’albero non si sforza di crescere, non controlla continuamente se stesso, non forza alcun processo: semplicemente è.
L’obiettivo non è mantenere una concentrazione rigida, ma raggiungere uno stato di quiete naturale, in cui il corpo resta ben allineato e la mente non interviene continuamente.
È probabilmente questo il significato più profondo dell’espressione del Maestro Pang: “stare lì come un albero”.
Haola!
Maria Grazia Mauri








