Il Dien Chan®, straordinario metodo di Multi Riflessologia Facciale, nasce in Vietnam il 26 marzo 1980 grazie all’intuizione del geniale Prof. Bùi Quốc Châu.
Questa disciplina unisce tecniche di massaggio e digitopressione applicate su specifici punti del viso chiamati “Punti BCQ” (dalle iniziali del suo fondatore), con schemi di riflesso del corpo umano e con l’innovativa teoria della similitudine di forma.
Viene definita “Multi” Riflessologia Dien Chan® perché il suo approccio non è unidirezionale: non esiste una sola corrispondenza tra punto e parte del corpo.
Ogni punto riflesso può rappresentare più zone del corpo, e allo stesso tempo ogni parte del corpo può essere riflessa da diversi punti BCQ. Questa caratteristica rende il metodo estremamente ricco, dinamico e versatile.
Sono riflessologa Dien Chan® formata presso l’Accademia Dien Chan® di Desenzano del Garda (BS) e ho scoperto l’effetto particolare dei punti BCQ 26 e 60 grazie alla mia insegnante Truong Thi My Le, che per prima ha introdotto in Italia il celebre “mantra 26–60”.
I numeri 26 e 60 sono molto conosciuti e praticati dai riflessologi Dien Chan® in Vietnam: rappresentano lo schema dell’Amore e sono considerati punti capaci di aprire le porte di tutti i cuori.
Ve lo spiega My Le in questo video:
Ecco la “Piramide Dien Chan®” sul viso con i punti 26 60, a me piace chiamarla così:

Il punto 26 nel Dien Chan® agisce su Cuore, Cervicale, Gola, Seni facciali, Ipofisi e sul Nervo Parasimpatico, è il punto del “Terzo Occhio”o punto Yintang, via di accesso al Dantian superiore.
Il punto 60 agisce su Cuore, Occhi, Polmoni, Seno, Fronte, Lingua, Viso, Braccia, Avambracci, Mani, Dito Medio, Vescica.
Altro particolare degno di nota, i numeri nel logo del 26 60 si leggono sia in orizzontale che in verticale…
… e la somma è 8!

Se desiderate sperimentare questo particolare metodo, potete ripetere i numeri 26 e 60 come un mantra, almeno 30 volte, per rafforzare le intenzioni che avete espresso e favorirne la realizzazione.
Ripetete la vostra intenzione mentre pronunciate i numeri, lasciando che si rafforzi anche attraverso la voce del Prof. Bùi Quốc Châu, che potete ascoltare nel video qui sotto.
Prendo spunto dal “Sigillus Sigillorum” di Giordano Bruno per collegarmi alla potenza simbolica dei numeri.
«Apollo ispira i numeri ai vati affinché tu comprenda che i numeri non sono altro che limpidi principi metafisici, fisici e razionali. Sia la materia sia l’intelletto, quando si dispiegano ed entrano in contatto con la forma superiore, la Luce, sono in grado di concepirli in sé secondo differenti modalità di conoscenza».
Per Giordano Bruno, dunque, i numeri sono principi limpidi, strumenti da utilizzare non solo nel mondo fisico ma anche in quello invisibile che contribuisce a generare la realtà. Non a caso cita Apollo, dio del Sole e della Luce, come forza ispiratrice e trasformatrice.
Bruno scrive ancora:
«Dio è mente sopra tutte le cose; mente insita in tutte le cose è la Natura; mente che tutte le cose pervade è la ragione. Dio prescrive e ordina, la Natura esegue e compie, la ragione contempla e discorre… Dio è monade, fonte di tutti i numeri. La Natura è numero numerabile, grandezza misurabile, momento determinabile; la ragione è numero numerante, grandezza misurabile, momento di valutazione»
(dal De minimo, con gratitudine a Michele Proclamato e al sapere dell’Ottava).
Sia la Natura, attraverso la materia, sia l’uomo, attraverso l’intelletto, possono concepire i numeri secondo due modalità di conoscenza.
Nel Sigillus Sigillorum leggiamo ancora:
«I numeri conducono dal mondo umbratile dei corpi a quello delle idee. La luminosità ideale compenetra la nostra ragione attraverso la funzione mediatrice dei numeri».
Attraverso i corpi, le ombre e le forme, i numeri diventano quindi un ponte tra il mondo delle idee e la realtà sensibile. Non sono soltanto da calcolare: spesso vanno anche intuiti.
È naturale allora citare anche Platone, allievo di Socrate e maestro di Aristotele. Nel Timeo egli descrive come gli elementi fondamentali della natura si manifestino attraverso specifiche forme geometriche, i cosiddetti solidi platonici:
- Fuoco – tetraedro
- Terra – cubo
- Aria – ottaedro
- Acqua – icosaedro
A questi quattro solidi se ne aggiunge un quinto: il dodecaedro, la figura a dodici facce che nel Timeo viene associata dal Creatore alla forma del Tutto, alla struttura dell’universo.
Forse queste intuizioni degli antichi custodiscono una grande verità che ancora oggi possiamo solo intravedere.
Sarò felice di pubblicare eventuali testimonianze sugli effetti della recitazione del mantra 26-60 sotto questo articolo.
Potete scrivermi all’indirizzo: mariagrazia©dacuoreacuore.it
Grazie.
Da Cuore a Cuore… 26-60!
Maria Grazia Mauri








