Un insegnamento prezioso del Professor Pang Ming sullo sguardo e sulla raccolta dell’Hunyuan Qì
Molti pensano che chiudere gli occhi durante la pratica sia un gesto naturale. In realtà, il Professor Pang Ming spiegava che anche questo semplice movimento contiene una tecnica precisa e un significato profondo.
Prima di chiudere gli occhi, è consigliabile guardare il punto in cui cielo e terra sembrano incontrarsi, mantenendo lo sguardo fisso senza sbattere le palpebre. Dopo qualche minuto gli occhi possono iniziare a stancarsi, a formicolare, a prudere o a lacrimare.
Non bisogna preoccuparsi.
Secondo il Professor Pang, soprattutto le persone con il corpo più debole o con qualche disturbo tendono a lacrimare più facilmente. Non è un pianto, ma una normale risposta del corpo. Nella teoria dello Zhineng Qigong, questo fenomeno indica che il Qì sta raggiungendo gli occhi e che parte dei liquidi viene eliminata naturalmente. Non è considerato un fenomeno negativo.
A questo punto gli occhi devono essere chiusi con estrema lentezza, dolcezza e uniformità.
La cosa più importante è che l’attenzione non venga portata sulle palpebre. Se ci si concentra sulle palpebre, gli occhi tendono a chiudersi rapidamente.
Il segreto consiste invece nel portare l’intenzione agli angoli esterni degli occhi, lasciando apparire un leggerissimo sorriso. In questo modo gli occhi si chiudono naturalmente, poco alla volta, senza tensione.
Il Professor Pang raccontava che gli insegnanti del Centro di Formazione praticavano spesso questo esercizio per sviluppare un gongfu più profondo.
Perché osservare il punto d’incontro tra cielo e terra?
Secondo la teoria dello Zhineng Qigong, in quel punto convergono numerose informazioni della natura, raccolte nell’Hunyuan Qì. Quando gli occhi si chiudono lentamente, tutto questo Hunyuan Qì viene raccolto all’interno del praticante, rendendo il Qì più abbondante.
Il Professor Pang affermava:
«Questo è un accorgimento fondamentale della pratica dello Zhineng Qigong.»
In passato spiegava soprattutto il raccoglimento dello Shen; in questo insegnamento chiarisce invece che, insieme allo Shen, viene raccolto anche l’Hunyuan Qì di cielo e terra.
Anche il semplice allenamento degli occhi può produrre grandi benefici. Aprire lentamente gli occhi, guardare lontano, richiuderli con calma e ripetere questo movimento rappresenta già una pratica di Xíng Shén Bìng Liàn, la pratica congiunta della forma e dello Shen.
Gli occhi occupano un posto speciale nello Zhineng Qigong perché, secondo il Professor Pang, sono il luogo in cui lo Shen si manifesta con maggiore forza. Per questo motivo attraverso gli occhi sia l’emissione sia la raccolta del Qì risultano particolarmente efficaci. Vale la pena allenarli ogni giorno, anche per pochi minuti.
Questo metodo è utile anche quando durante la pratica la mente è agitata o compaiono molti pensieri. Basta aprire lentamente gli occhi, guardare in lontananza e richiuderli con calma. Ripetendo il procedimento fino a tre volte, l’attenzione torna spontaneamente a concentrarsi. Se i pensieri ricompaiono, è sufficiente ripetere nuovamente l’esercizio.
A volte i grandi progressi nella pratica non dipendono da movimenti più complessi, ma dalla precisione con cui eseguiamo quelli più semplici.
Da Cuore a Cuore
Maria Grazia Mauri








