Il centro del Língyuán coincide con quello del cervello.
Che cosa accade quando la coscienza, oltre a rivolgersi al mondo, si rivolge a se stessa?
Nella teoria dello Zhìnéng Qìgōng, il professor Páng Hèmíng affronta questa domanda attraverso il concetto di Língyuán. Quando, nel corso dello sviluppo individuale, si forma lo Yìyuántǐ, nasce anche la sua capacità di rispecchiare ciò che incontra e di rispecchiare se stesso. L’informazione che prende forma da questo rispecchiamento di sé è ciò che chiamiamo Língyuán.
Per comprendere il rapporto tra Língyuán e Yìyuántǐ, occorre considerare anche il sistema di riferimento. Le prime informazioni della vita fetale, quelle della nascita e le esperienze successive si organizzano progressivamente attorno al Língyuán. Da questa stratificazione prende forma il sistema attraverso cui impariamo a interpretare ciò che viviamo. In questo articolo parto da questa distinzione per avvicinarmi a una domanda che riguarda la pratica. Quando osserviamo una sensazione, un pensiero o un movimento, che cosa appartiene alle nostre abitudini di percezione e che cosa possiamo cogliere nell’esperienza immediata, prima di interpretarla?
Nel corso dello sviluppo individuale, nell’istante stesso in cui si forma lo Yìyuántǐ, nasce anche la sua capacità di rispecchiare e conoscere sia se stesso sia gli oggetti. Quando lo Yìyuántǐ rispecchia se stesso, la materia informazionale che ne deriva prende il nome di Língyuán.
Lo Yìyuántǐ condivide con lo Hùnyuán Qì iniziale due qualità, l’uniformità e la sottigliezza. Le informazioni che scaturiscono dal suo autorispecchiamento assumono perciò una configurazione particolare, ancora più vuota e numinosa. I molteplici aspetti e livelli di questo rispecchiamento si integrano armoniosamente in un’Interezza nella quale viene meno la distinzione tra separazione e fusione.
Il centro del Língyuán coincide con quello del cervello, che è anche il centro dello Yìyuántǐ. Il Língyuán è tutt’uno con lo Yìyuántǐ e costituisce il centro del mondo soggettivo dell’essere umano.
Le informazioni dei rispecchiamenti successivi, a partire da quelle relative alle diverse manifestazioni della vita del feto, si dispongono attorno al Língyuán. Formano il nucleo iniziale del sistema di riferimento e costituiscono i contenuti vitali più strettamente legati al Língyuán. Attorno a questo primo nucleo si dispongono poi, nell’ordine, le informazioni che derivano dal rispecchiamento dell’ambiente intrauterino, del processo della nascita e degli ambienti incontrati dopo la nascita. Via via che le esperienze del bambino si ampliano, il suo sistema di riferimento prende forma e si arricchisce di emozioni, riferimenti morali, conoscenze e abilità. Su questa base si sviluppano la «struttura delle conoscenze» e la «struttura del pensiero».
— Rielaborazione da «Schema dell’Ipotesi Teorica dello Yìyuántǐ», in «Ipotesi Teorica dei Tre Livelli della Materia», del professor Páng Hèmíng.
Il mondo soggettivo dell’essere umano comprende:
- Yìyuántì,
- Língyuán,
- Il Sistema di Riferimento.
Il Vero Sé è lo stato di vuota presenza numinosa del Língyuán.
.Il Língyuán non occupa una posizione fissa nello spazio. In quanto deposito informazionale dello Yìyuántǐ, la sua essenza è un’esistenza informazionale in uno stato di puro vuoto. Le sue caratteristiche possono essere riassunte come segue.
- Assenza di massa e volume
Il Língyuán è il risultato di un’elevata condensazione di informazioni. La sua natura puramente informazionale lo rende privo di massa e di volume, libero dai vincoli di una posizione o di una dimensione fissa nello spazio. La sua estensione può quindi essere concepita come infinitamente grande o infinitamente piccola.
- Capacità di penetrazione spazio-temporale
La dinamica del Língyuán, l’impulso numinoso o língjī, opera su scale temporali estremamente microscopiche, molto inferiori al tempo di Planck, realizzando la condizione di «non essere localizzato in alcun luogo ed essere presente ovunque». La sua azione può estendersi contemporaneamente a tutto il corpo e all’ambiente esterno, penetrando i diversi livelli della materia e fondendosi con lo Hùnyuán Qì dell’universo.
- «Centralità» sul piano funzionale
Pur non occupando una posizione fisica, il Língyuán, in quanto nucleo essenziale dello Yìyuántǐ, costituisce il centro fondamentale delle attività vitali:
- attraverso il primo sorgere dell’impulso, jī, attiva l’ordine informazionale e dirige le trasformazioni tra forma, Qì ed energia;
- attraverso le proprie caratteristiche — vuoto, purezza, chiarezza, facoltà numinosa, penetrazione, fusione e Interezza indistinta — realizza la fusione e la trasformazione tra essere umano e cielo.
Il rapporto con lo Yìyuántǐ.
Lo Yìyuántǐ è il supporto del Língyuán: i due sorgono ed evolvono insieme. Lo Yìyuántǐ si collega al sistema nervoso attraverso specifiche aree cerebrali, come la regione attorno alla ghiandola pineale. Il Língyuán trascende invece questo limite e, nel secondo modello di vita, partecipa direttamente ai processi di fusione e trasformazione con le informazioni, senza bisogno di un’interfaccia fisica.
Se state facendo esperienza dello stato del Língyuán, approfondite la pratica attraverso la recitazione del suono n. La recitazione con suoni brevi può risvegliare la consapevolezza; acquisita familiarità, si passa alla recitazione interiore, accordandosi gradualmente con lo stato in cui l’impulso numinoso opera spontaneamente nel «recitare senza recitare». Questo processo richiede pazienza e una graduale maturazione, lasciando che la natura vuota e numinosa si manifesti spontaneamente.
Le proprietà essenziali del Língyuán
Il Língyuán è considerato il nucleo che governa la vita dell’essere umano. Possiede sette grandi caratteristiche del corpo e della natura:
- xū, vuoto;
- jìng, purezza;
- míng, chiarezza;
- líng, facoltà numinosa;
- tòu, penetrazione;
- róng, fusione;
- hún, Interezza indistinta.
La sua essenza è un deposito di informazioni appartenente al terzo livello della materia: privo di massa, energia e forma, trascende i limiti dello spazio e del tempo ed esiste come stato di pura informazione. Si distingue dallo Hùnyuánzǐ, una particella materiale dotata di massa ed energia estremamente piccole. È un aggregato informazionale che si costituisce quando, nel momento della propria formazione, lo Yìyuántǐ riflette e conosce la propria struttura spazio-temporale.
Le caratteristiche funzionali del Língyuán
- Tòu, penetrazione: può attraversare senza ostacoli le barriere della forma corporea e del Qì, realizzando una regolazione istantanea nella quale «appena si muove l’intenzione, si è già giunti», senza essere vincolato dalle resistenze della fisica classica.
- Róng, fusione: possiede una capacità di fusione, trasformazione e integrazione articolata in tre livelli — fusione nel vuoto, fusione nella purezza e fusione nella chiarezza. Può dissolvere gli impedimenti della forma corporea, purificare il movimento del Qì e ricondurre a unità le distinzioni della coscienza.
- Líng, facoltà numinosa: comprende la consapevolezza numinosa, língzhī, ossia la capacità di percepire con chiarezza oltre la forma e la consistenza materiale, e la funzione numinosa, língyòng, cioè la capacità di regolare le attività vitali. Può mobilitare direttamente lo Hùnyuán Qì per ricostituire l’ordine della vita.
- Hún, Interezza indistinta: è l’elevazione qualitativa che si manifesta quando il corpo e la natura del Língyuán raggiungono la massima pienezza. Realizza una risonanza olografica tra l’individuo e le informazioni, l’energia e la materia dell’universo, giungendo allo stato di unificazione indistinta in cui «la mente-cuore abbraccia il grande vuoto» e «il Qì pervade la volta celeste».
Il percorso di coltivazione del Língyuán
- Entrare in sintonia con l’autentico attraverso la recitazione di n: mediante la pratica della «recitazione di n», associata alla retta intenzione, si attraversa un’evoluzione articolata in cinque fasi e otto livelli.
- Le cinque fasi sono: recitazione del vuoto, per accordarsi con il corpo originario di vuota apertura; recitazione della purezza, per eliminare le impurità informazionali; recitazione della chiarezza, per approfondire la consapevolezza; recitazione della penetrazione, per rafforzare la capacità di permeare; recitazione dell’Interezza indistinta, per realizzare l’unificazione indistinta. In questo modo si manifestano gradualmente il corpo, la natura e le funzioni del Língyuán.
- Superare il vincolo del sistema di riferimento: il Língyuán è spesso oscurato dal «sistema di riferimento» della conoscenza quotidiana. La coltivazione richiede di rimuovere attivamente le contaminazioni informazionali che vi aderiscono, ripristinandone lo stato originario di purezza. La coscienza può così liberarsi dal filtro dei concetti e percepire direttamente l’autentica natura delle cose.
Il rapporto tra Língyuán e attività vitali
Il Língyuán è il centro che sostiene le attività vitali, regola l’energia e dirige le attività dell’organismo. Attraverso lo Hùnyuán Qì, interagisce con la forma corporea, il movimento del Qì e la coscienza, regolando così le attività vitali. Quando le sue funzioni si perfezionano, si può raggiungere uno stato vitale straordinario nel quale «l’intenzione si muove e il Qì la segue; il Qì giunge e la forma si trasforma». Si può persino realizzare un’espansione della coscienza cosmica espressa dalle formule «il vuoto si frantuma» e «le cose e il sé costituiscono un unico corpo».
Il Língyuán e lo Yìyuántǐ sono concetti centrali della Teoria dei Tre Livelli della Materia. Pur avendo una natura essenzialmente diversa, sono strettamente connessi. Il loro rapporto si articola come segue:
Il Língyuán si forma sulla base del Nǎoyuántǐ, quando il Qì mobilitato dal movimento delle cellule cerebrali diventa sempre più abbondante e il numero delle cellule cerebrali aumenta. Il Nǎoyuántǐ possiede infatti sia la capacità di rispecchiare sia quella di ricordare. Quando lo Hùnyuán Qì si addensa fino a un certo grado e anche il suo movimento raggiunge un determinato grado di densità, nasce un movimento spontaneo. Quando diventa capace di muoversi spontaneamente, nasce il mondo soggettivo.
Differenze essenziali
- Língyuán
- Esistenza informazionale in uno stato di puro vuoto: è privo di massa, volume e di una collocazione spaziale fissa. Costituisce il deposito ultimo delle informazioni dello Yìyuántǐ, condensate a un grado elevatissimo.
- Carattere oltre lo spazio e il tempo: l’impulso numinoso, língjī, ossia la dinamica del Língyuán, opera su scale temporali estremamente minute, realizzando la condizione di «non essere localizzato in alcun luogo ed essere presente ovunque» e penetrando tutti i livelli della materia.
- Nucleo funzionale: in quanto «nucleo midollare» dell’universo e della vita, presiede all’attivazione dell’ordine informazionale e promuove le trasformazioni tra forma, Qì ed energia.
- Yìyuántǐ
- Stato funzionale dello Hùnyuán Qì: è un particolare stato Hùnyuán, formato dalla fusione dello Hùnyuán Qì delle cellule nervose cerebrali, che possiede sia caratteristiche informazionali sia caratteristiche energetiche.
- Compatibilità e capacità di diffusione: non occupa lo spazio come un corpo materiale concreto, ma si diffonde dal centro del cervello, assunto come punto di riferimento, in tutto il corpo e al suo esterno, fondendosi con lo Hùnyuán Qì dell’universo.
- Centro di coordinamento della vita: riceve, integra ed emette istruzioni informazionali, dirigendo le attività vitali dell’organismo
Occorre tenere presente che il sistema teorico della Scienza dello Zhìnéng Qìgōng è fortemente specialistico e orientato alla pratica. La sua esposizione del Língyuán integra la saggezza della coltivazione tradizionale con il pensiero scientifico moderno; alcuni concetti richiedono tuttavia di essere approfonditi attraverso la pratica concreta dei metodi.
Sono però concetti difficili da comprendere e da esprimere a parole, spero di averli descritti nel modo più chiaro e fedele possibile.
Da Cuore a Cuore,
Maria Grazia Mauri








