La pervasività della Coscienza nello Zhineng Qigong
Nel lavoro con la Coscienza c’è un principio particolarmente importante dello Zhineng Qigong: la sua capacità di penetrare e attraversare.
La Coscienza non è qualcosa di confinato esclusivamente al corpo o alla mente. Quando viene utilizzata intenzionalmente, può essere orientata verso ciò che vogliamo percepire, conoscere o esplorare.
Questa caratteristica viene collegata alla compatibilità dell’Hunyuan Qì: ciò che è più sottile può compenetrarsi con strutture più complesse. Quando alla compatibilità si unisce la capacità di scegliere e dirigere intenzionalmente, nasce quella che viene definita «pervasività» o «capacità di penetrazione» (贯穿性, guànchuānxìng).
In pratica, la Coscienza non si limita a «guardare» un oggetto dall’esterno. Può stabilire un collegamento con esso.
Possiamo immaginare questo processo come un movimento di andata e ritorno: la Coscienza si dirige verso ciò che vogliamo conoscere, stabilisce un collegamento e poi ritorna con una risposta informativa.
È un principio particolarmente interessante quando si lavora sulla ricezione delle informazioni.
Pensiamo a quando sentiamo improvvisamente un rumore: prima ancora di formulare un ragionamento, sappiamo immediatamente che qualcosa è accaduto e spesso riconosciamo persino da quale direzione proviene. Nella prospettiva dello Zhineng Qigong, questo può essere compreso come un rapidissimo collegamento tra lo Yìyuántǐ e l’oggetto della percezione.
Lo stesso principio viene applicato anche al lavoro intenzionale con l’Hunyuan Qì.
Quando dirigiamo la Coscienza verso una persona, un luogo o una determinata situazione, non è necessario costruire mentalmente il percorso che dovrebbe compiere. Anzi, un eccessivo sforzo mentale può rendere il processo più difficile.
È sufficiente orientare chiaramente l’intenzione.
Pensare continuamente «come faccio a entrare dentro?» mantiene infatti l’oggetto separato dalla Coscienza. Quando invece l’intenzione è semplice, precisa e libera da tensione, il collegamento può stabilirsi con maggiore naturalezza.
Questo ci porta a un punto fondamentale della pratica: non basta «pensare» qualcosa. È necessario imparare a utilizzare la Coscienza in modo diretto, intenzionale e allo stesso tempo rilassato.
Nella pratica dello Zhineng Qigong, questa capacità viene sviluppata gradualmente attraverso l’allenamento.
La pervasività della coscienza riguarda sia la ricezione sia l’emissione delle informazioni: ricevere significa stabilire un collegamento e percepire; emettere significa dirigere intenzionalmente l’informazione verso un determinato obiettivo.
Ma perché a volte non percepiamo ciò che apparentemente abbiamo «ricevuto»?
La Teoria dello Zhineng Qigong mette in relazione questa difficoltà con il grado di quiete e di organizzazione interna. Quando la mente è agitata, il Qì è disperso e l’attività interna è poco ordinata, la capacità dello Yìyuántǐ di riconoscere chiaramente le informazioni può risultare disturbata.
Per questo la quiete non è passività.
È una condizione che permette alla Coscienza di diventare più sensibile, precisa e libera.
E forse è proprio qui che si trova uno degli aspetti più profondi della pratica: imparare a dirigere la Coscienza senza forzarla, mantenere un’intenzione chiara senza trasformarla in tensione, entrare in relazione senza perdere la propria centratura.
La Coscienza si muove, penetra, riceve e ritorna.
E più diventa quieta, più possiamo imparare ad ascoltare ciò che accade.
Da Cuore a Cuore
Maria Grazia Mauri








