Professor Pang Ming di Zhineng Qigong:
“È fondamentale riuscire a unificare realmente la Forma (Xíng) e lo Spirito (Shén). Questo è un punto chiave di primaria importanza: se non viene risolto correttamente, non è possibile progredire.”
Quando, durante la pratica, una parte del corpo prova disagio, dolore, indolenzimento o senso di tensione e gonfiore, è proprio in quel momento che bisogna prestare particolare attenzione. Infatti, ciò significa che in quella zona il Qì sta già cambiando. La sensazione di disagio indica che, in profondità, una trasformazione è già iniziata.
Se riusciamo a unire il nostro spirito (Shén) con la sensazione di disagio presente in quella parte del corpo, osservandola con attenzione e facendone una reale esperienza, allora la mente si concentrerà ancora di più. Tutto dipende da quanto sapremo utilizzare questa opportunità.
Se, non appena compare il disagio, pensiamo: «Ah, è insopportabile!», guardiamo l’orologio e vediamo che il tempo della pratica non è ancora terminato, dicendoci: «Non riesco più a resistere», allora la mente si disperde e tutto il lavoro viene compromesso.
Se invece, appena compare il disagio, pensiamo: «Ah! Qui il Qì è bloccato. Quando il Qì sarà sufficiente e il blocco si aprirà, tutto andrà bene», e lasciamo che questa intenzione penetri profondamente, allora il disagio si trasforma in una cosa positiva.
Un braccio o una gamba costituiscono un insieme unitario, e per questo l’intenzione mentale non riesce facilmente a penetrarli nella loro totalità. Ma quando in un punto preciso compare il disagio, possiamo osservarlo con calma, cercando di capire dove si trova esattamente, dove sentiamo indolenzimento, tensione o dolore, quale muscolo è coinvolto, quanto in profondità si manifesta. In questo modo disponiamo di un oggetto concreto sul quale dirigere la nostra attenzione.
Prima l’intenzione non riusciva a entrare; ora invece ha una guida che le indica la strada. Seguendo quel percorso e osservandolo con attenzione, l’intenzione penetra spontaneamente all’interno del corpo.
Chiudete gli occhi e, nella quiete, portate la mente su quella parte indolenzita o dolorante. Muovetela leggermente, così da percepirla ancora più profondamente. Continuate in questo modo con perseveranza: così l’intenzione (Yì) non si unirà forse naturalmente al corpo (Xíng)?
Perciò, durante la pratica, di fronte alla stessa reazione del corpo, ad esempio quando compare un indolenzimento o un dolore, se il tuo atteggiamento mentale è diverso, anche il risultato sarà completamente diverso.
.Se, appena compare il disagio, pensi: «Ahia! Fa malissimo! Non ce la faccio più, è una vera sofferenza…», allora tutta la tua energia mentale si disperde e perdi una preziosa occasione per percepire ciò che avviene all’interno del corpo e per lasciare che l’intenzione (Yì) penetri in profondità.
Se invece, proprio in quel momento, la tua volontà è salda, chiudi gli occhi, porti la mente in quella zona e la osservi tranquillamente, allora si realizza l’unione tra lo Spirito (Shén) e la Forma (Xíng).
Praticando con questa dedizione, alcune persone possono perfino sperimentare improvvisamente una sorta di “visione interiore”, come se vedessero chiaramente ciò che accade all’interno del corpo. In realtà non si tratta di vedere con gli occhi, ma di percepire: è la sensibilità interiore che, poco a poco, comincia ad avvertire i cambiamenti che avvengono all’interno.
Perciò, quando durante la pratica incontrate difficoltà, dolore o disagio, dovete saper governare voi stessi e affrontare correttamente queste esperienze. Chi pratica lo Zhineng Qigong dovrebbe essere proprio così.
C’è poi un’altra situazione. Quando si mantiene una postura immobile per un tempo prolungato, consumando molta energia nella pratica, all’inizio le braccia iniziano a diventare indolenzite, tese e doloranti. Successivamente, però, le sensazioni di dolore, tensione e indolenzimento scompaiono, lasciando il posto a una sensazione di pesantezza sempre più intensa: le braccia sembrano pesantissime, tanto da non riuscire più a sollevarle.
Se in quel momento riesci a superare quella pesantezza grazie alla forza della volontà e continui a mantenere la posizione, perseverando ancora e ancora, stringendo i denti, può accadere che improvvisamente tu abbia la sensazione che il braccio non ci sia più, come se avesse completamente perso il suo peso.
A quel punto basta che l’intenzione si muova e il braccio la segue spontaneamente. Se pensi di sollevarlo, il braccio si alza immediatamente; se pensi di abbassarlo, si abbassa subito; se pensi di fermarlo, rimane immobile esattamente dove si trova. È come se fosse privo di peso ed interamente governato dall’intenzione.
Che cosa significa questo?
Significa che la forza grossolana del corpo fisico, quella dei muscoli e della struttura materiale, è venuta meno. Il Qì ha riempito il braccio, è penetrato in ogni muscolo e in ogni tendine; il Qì e il corpo si sono uniti intimamente, così che il movimento è ormai direttamente guidato dalla coscienza.
Naturalmente, arrivare a questo livello è molto difficile. È una prova che pochi riescono a superare. In genere, si potrebbe dire che, su mille persone, forse nemmeno una riesce davvero ad attraversare questa soglia.
Tra più di trecento praticanti, se anche solo uno ci riesce, è già un ottimo risultato.
Infatti non esiste soltanto la difficoltà del corpo, ma anche quella della coscienza.
Quando si mantiene una postura immobile con le braccia sollevate, arriva un momento in cui non si tratta più semplicemente di dolore. Si sente un impulso irresistibile ad abbassare le braccia. Se non le si abbassa, sembra impossibile continuare a sopportare. Interiormente diventa insostenibile, non si riesce più a mantenere la posizione.
Mi auguro che, durante la pratica, sempre più persone riescano a superare questa prova. Se ci riuscite, tanto meglio; se invece non ci riuscite, cercate comunque di resistere ancora un po’ più a lungo.
Siate più esigenti con voi stessi. Aumentate volontariamente il livello di difficoltà dei movimenti. Se un esercizio prevede tre livelli di esecuzione, scegliete di praticare quello più impegnativo.
Spero che tutti possiate eseguire i movimenti con sempre maggiore precisione e che, una volta raggiunta una postura corretta, vi dedichiate alla pratica con autentico impegno e perseveranza.
Da Cuore a Cuore,
Maria Grazia Mauri








