“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Lo Zhàn Zhuāng per i bambini in Cina: una pratica che educa il corpo, la mente e il carattere.

Quando in Occidente si parla di bambini, si pensa subito al movimento, al gioco, allo sport, all’attività continua. L’idea che un bambino possa rimanere fermo in piedi per mezz’ora, un’ora o persino più, appare quasi impensabile. Eppure, in Cina, per molte famiglie e in numerose scuole di arti interne, Zhàn Zhuāng, la posizione statica, rappresenta una parte importante della crescita e dell’educazione.

È un modo di vedere l’infanzia molto diverso dal nostro.
Non si tratta di chiedere al bambino di “stare fermo” come punizione, ma di offrirgli uno spazio in cui imparare ad abitare sé stesso, a sviluppare calma, presenza e stabilità.
Perché insegnare Zhàn Zhuāng ai bambini?
Secondo la tradizione cinese, Zhàn Zhuāng è una delle pratiche più complete perché costruisce le fondamenta della persona.
Così come una casa ha bisogno di solide fondamenta prima di essere costruita, anche il bambino necessita di una base stabile su cui sviluppare tutte le proprie capacità future.
Per questo motivo Zhàn Zhuāng non viene considerato semplicemente un esercizio fisico, ma un allenamento globale che coinvolge corpo, respiro, attenzione ed equilibrio emotivo.
I maestri cinesi ritengono che una pratica costante possa aiutare il bambino a sviluppare:
1) una maggiore capacità di concentrazione;
2) equilibrio emotivo;
3) fiducia in sé stesso;
4) forza di volontà;
5) autocontrollo;
6) resistenza allo stress;
7) una postura armoniosa;
😎 un corpo forte e vitale.
Non è un caso che molti insegnanti affermino che un bambino capace di rimanere tranquillo nello Zhàn Zhuāng sarà spesso anche più presente durante lo studio e più sereno nelle relazioni con gli altri.
 
Come viene insegnato in Cina?
Uno degli aspetti più interessanti è il modo in cui i bambini vengono introdotti alla pratica. In Cina raramente si pretende la perfezione della postura.
L’obiettivo iniziale non è avere una posizione impeccabile, ma creare l’abitudine.
I bambini vengono guidati con pazienza, attraverso immagini semplici che appartengono al loro mondo.
Si chiede loro di immaginare di abbracciare un grande pallone oppure di percepire tra le mani un filo elastico che si tende dolcemente.
 
L’immaginazione diventa così uno strumento naturale per mantenere viva l’attenzione, senza trasformare la pratica in qualcosa di rigido o noioso.
Anche i tempi vengono aumentati progressivamente.
Con costanza, molti bambini arrivano a praticare per trenta minuti, un’ora e, in alcuni casi, anche più a lungo.
 
Educare prima ancora che allenare.
Per gli insegnanti cinesi il vero obiettivo non è soltanto la salute fisica.
Zhàn Zhuāng è anche una forma di educazione.
Attraverso la pratica il bambino impara a rispettare un tempo stabilito, a non arrendersi alla prima difficoltà, a sviluppare pazienza e autodisciplina. Qualità che oggi sembrano sempre più rare, in un mondo fatto di stimoli continui, notifiche, immagini veloci e gratificazioni immediate.
Naturalmente i bambini, soprattutto all’inizio, si muovono, si grattano, perdono la concentrazione.
Gli insegnanti conoscono bene queste reazioni e non le considerano errori.
Con il tempo, quando il bambino trova spontaneamente la quiete, la sua attenzione diventa sorprendentemente stabile.
Molti maestri osservano che, quando un bambino entra davvero nella calma, lo fa con una naturalezza che spesso gli adulti hanno ormai dimenticato.
Il ruolo della famiglia.
Nella cultura cinese viene dato grande valore anche all’esempio.
Per questo motivo molti insegnanti consigliano ai genitori di praticare insieme ai propri figli.
Il bambino non vive così Zhàn Zhuāng come un obbligo imposto, ma come un momento condiviso.
Anche praticare in gruppo può essere molto efficace: tra bambini nasce spontaneamente una sana motivazione reciproca, che li incoraggia a continuare.
 
Una riflessione per noi:
Per la nostra cultura tutto questo può sembrare molto lontano.
Siamo abituati a pensare che un bambino debba essere costantemente impegnato in qualcosa, che debba essere stimolato in ogni momento, che il silenzio e l’immobilità siano quasi una perdita di tempo.
La tradizione cinese propone invece una prospettiva diversa.
* Ci ricorda che crescere non significa soltanto fare sempre di più, ma anche imparare a fermarsi.
* Che la forza non nasce soltanto dal movimento, ma anche dalla stabilità.
* Che la concentrazione non si insegna soltanto con lo studio, ma si coltiva attraverso la presenza.
Forse e probabilmente, non tutto ciò che appartiene a una cultura può essere trasferito automaticamente in un’altra. Ma osservare come in Cina venga insegnato Zhàn Zhuāng ai bambini ci offre uno spunto prezioso: educare non significa soltanto trasmettere conoscenze, ma aiutare un essere umano a costruire solide radici.
E, proprio come un giovane albero cresce diritto quando le sue radici sono forti, anche un bambino potrà affrontare la vita con maggiore equilibrio, serenità e fiducia se, fin da piccolo, imparerà il valore della quiete e della presenza.
 
Da Cuore a Cuore,
 
Maria Grazia Mauri 

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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