“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Páng Lǎoshī – Zhìnéng Qìgōng: Come si può concentrare la Coscienza?

Come si può concentrare la Coscienza?
Praticare il Qìgōng significa fare in modo che, gradualmente, la Coscienza si integri passo dopo passo con l’intera attività vitale, affinché la nostra attività nervosa superiore possa, strato dopo strato, guidare e dirigere l’insieme delle nostre attività vitali.
 
Più profondamente, più finemente e più ampiamente l’attività vitale viene governata, più forte diventa la capacità di dirigerla volontariamente.
Anche la Coscienza di una persona comune può avere un effetto sull’attività vitale. Per esempio, una persona può trascorrere un’intera notte immersa nelle preoccupazioni e, il giorno seguente, apparire con il volto emaciato e gli occhi privi di vitalità.
Questo è un caso in cui un’attività mentale patologica influenza l’attività vitale, ma avviene in modo inconsapevole.
 
Quando invece pratichiamo e concentriamo la mente, dobbiamo governare consapevolmente e autonomamente l’intera attività vitale, facendole assumere, secondo le leggi del Qìgōng, la forma di un insieme ordinato, così da accrescere la vitalità originaria e ridurre gli sprechi inutili di energia.
Per questo, nello Zhìnéng Qìgōng l’utilizzo della Coscienza è relativamente semplice: è sufficiente concentrare lo mente (ndr Il Prof. Pang dice jīngshén, cioè «spirito», «stato mentale», «energia mentale», «facoltà psichiche» o, «forza mentale» ).
 
Quanto meglio ci si concentra e quanto più strettamente la Coscienza si integra con il corpo, tanto migliori saranno i risultati.
Come si può fare, dunque, per concentrare la mente jīngshén ?
Questo dipende dalla forza propulsiva della coscienza. Da una parte, dipende dal fatto che tu, soggettivamente, voglia davvero farlo; dall’altra, dipende dalla capacità della Coscienza di integrarsi in una Interezza, una Totalità.
Se la volontà soggettiva non è abbastanza forte e la Coscienza nella mente è frammentata, divisa e priva di unità, anche la sua forza propulsiva non sarà forte.
È necessario avere uno scopo, una volontà soggettiva, e allo stesso tempo è necessaria un’integrazione interna della Coscienzaj

Per questo è molto importante che tutti studino almeno un po’ di Teoria del Qìgōng. Se non si studia la Teoria del Qìgōng e non si comprende per quale scopo si concentra la mente, la pratica finisce per essere più o meno come una semplice ginnastica collettiva.

Ciò che percepisci non necessariamente riesci a comprenderlo. Soltanto ciò che comprendi puoi arrivare a percepirlo in modo più profondo. Per questo lo Zhìnéng Qìgōng sottolinea l’importanza di aprire la comprensione attraverso la Teoria. Studiando i principi e arrivando a comprenderli, basta un movimento della mente perché la Coscienza, quasi senza accorgersene, si integri; in questo modo la sua integralità si rafforza gradualmente, passo dopo passo.

In realtà, nello studio della Teoria del Qìgōng, dal punto di vista dello Zhìnéng Qìgōng, «il principio è il metodo e il metodo è il principio». La nostra attività vitale è come la «base economica», mentre la Coscienza è come la «sovrastruttura». Studiare la Teoria significa creare un collegamento dall’alto verso il basso; praticare con il corpo significa creare un collegamento dal basso verso l’alto. Quando le due direzioni vengono unite, il loro significato diventa ancora maggiore.

C’è poi un altro aspetto dello Zhìnéng Qìgōng: utilizzare lo Zǔchǎng, il Campo di Qì per sostenere la pratica.

Lo Zhìnéng Qìgōng non si affida soltanto alla propria pratica individuale; bisogna anche fare affidamento sul campo, mobilitando contemporaneamente le due componenti attive: quella interna e quella esterna.

Alcune persone, a casa, si siedono sul divano e dopo un po’ si sentono già a disagio; quando però arrivano al «Centro», riescono a sedersi su un piccolo sgabello per due o tre ore senza problemi.

Perché?

Da una parte, tutti hanno una forte motivazione soggettiva a impegnarsi nella pratica; dall’altra, è il Campo di Qì stesso che sta esercitando la propria azione.

Perciò, se si vuole praticare bene, bisogna lavorare su questi tre aspetti: praticare con impegno, utilizzare lo Zǔchǎng per sostenere la pratica e aprire la comprensione attraverso la Teoria.

E tutto questo richiede che utilizziamo la Coscienza in modo attivo e intenzionale.

Tuttavia, nella vita quotidiana utilizziamo soprattutto il pensiero logico. Poiché quest’ultimo non si trova più nello spazio della prima immagine dello Yìyuántǐ, la sua influenza sull’attività vitale del corpo umano è relativamente limitata.

Il pensiero per immagini e il pensiero sensomotorio, invece, esercitano un’influenza molto maggiore sull’attività vitale del corpo umano.

Perciò, concentrare la mente non significa utilizzare concetti per pensare: «devo concentrarmi». Significa invece che la Coscienza entra direttamente in relazione e si integra con l’attività vitale.

Haola!

Da Cuore a Cuore

Maria Grazia Mauri

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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