Páng Lǎoshī – Zhìnéng Qìgōng: Come si può concentrare la Coscienza?
Per questo è molto importante che tutti studino almeno un po’ di Teoria del Qìgōng. Se non si studia la Teoria del Qìgōng e non si comprende per quale scopo si concentra la mente, la pratica finisce per essere più o meno come una semplice ginnastica collettiva.
Ciò che percepisci non necessariamente riesci a comprenderlo. Soltanto ciò che comprendi puoi arrivare a percepirlo in modo più profondo. Per questo lo Zhìnéng Qìgōng sottolinea l’importanza di aprire la comprensione attraverso la Teoria. Studiando i principi e arrivando a comprenderli, basta un movimento della mente perché la Coscienza, quasi senza accorgersene, si integri; in questo modo la sua integralità si rafforza gradualmente, passo dopo passo.
In realtà, nello studio della Teoria del Qìgōng, dal punto di vista dello Zhìnéng Qìgōng, «il principio è il metodo e il metodo è il principio». La nostra attività vitale è come la «base economica», mentre la Coscienza è come la «sovrastruttura». Studiare la Teoria significa creare un collegamento dall’alto verso il basso; praticare con il corpo significa creare un collegamento dal basso verso l’alto. Quando le due direzioni vengono unite, il loro significato diventa ancora maggiore.
C’è poi un altro aspetto dello Zhìnéng Qìgōng: utilizzare lo Zǔchǎng, il Campo di Qì per sostenere la pratica.
Lo Zhìnéng Qìgōng non si affida soltanto alla propria pratica individuale; bisogna anche fare affidamento sul campo, mobilitando contemporaneamente le due componenti attive: quella interna e quella esterna.
Alcune persone, a casa, si siedono sul divano e dopo un po’ si sentono già a disagio; quando però arrivano al «Centro», riescono a sedersi su un piccolo sgabello per due o tre ore senza problemi.
Perché?
Da una parte, tutti hanno una forte motivazione soggettiva a impegnarsi nella pratica; dall’altra, è il Campo di Qì stesso che sta esercitando la propria azione.
Perciò, se si vuole praticare bene, bisogna lavorare su questi tre aspetti: praticare con impegno, utilizzare lo Zǔchǎng per sostenere la pratica e aprire la comprensione attraverso la Teoria.
E tutto questo richiede che utilizziamo la Coscienza in modo attivo e intenzionale.
Tuttavia, nella vita quotidiana utilizziamo soprattutto il pensiero logico. Poiché quest’ultimo non si trova più nello spazio della prima immagine dello Yìyuántǐ, la sua influenza sull’attività vitale del corpo umano è relativamente limitata.
Il pensiero per immagini e il pensiero sensomotorio, invece, esercitano un’influenza molto maggiore sull’attività vitale del corpo umano.
Perciò, concentrare la mente non significa utilizzare concetti per pensare: «devo concentrarmi». Significa invece che la Coscienza entra direttamente in relazione e si integra con l’attività vitale.
Haola!
Da Cuore a Cuore
Maria Grazia Mauri








