“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Un piccolo “trucchetto” del Zhineng Qigong insegnato dal Prof. Pang Heming: rilassare gli angoli interni degli occhi.

Il corpo umano custodisce infinite possibilità. Più si pratica il Qigong, più ci si accorge che i cambiamenti più profondi non dipendono da grandi movimenti, ma da dettagli apparentemente insignificanti. Spesso è proprio lì che si nasconde la chiave della pratica.
 
Tra gli insegnamenti del maestro Pang Heming vi è un metodo molto semplice ma straordinariamente efficace: imparare a rilassare gli angoli interni degli occhi (il canto mediale, vicino al naso).
 
Il Prof. Pang spiegava che, quando si pratica, non basta assumere un’espressione serena o sorridere esteriormente. Se ci si limita a rilassare il volto o a concentrarsi sul punto Yintang (tra le sopracciglia), si rischia di ottenere soltanto una calma apparente. La vera serenità nasce dall’interno.
 
Per questo invitava a portare delicatamente l’attenzione ai due angoli interni degli occhi, lasciandoli rilassare “da dentro”. Quando questa zona si distende realmente, il Qì e il sangue 气血 (qìxuè) scorrono più liberamente, il volto si apre spontaneamente e nasce una sensazione autentica di benessere. Non è un sorriso costruito, ma uno stato interiore che si riflette naturalmente anche all’esterno.
 
Per facilitare questo rilassamento, il Prof. Pang suggeriva, soprattutto all’inizio, di lasciare convergere molto leggermente lo sguardo verso il punto Yintang, senza sforzo.
 
Contemporaneamente si rilassano i bulbi oculari, gli angoli degli occhi, il punto tra le sopracciglia, le sopracciglia stesse e tutto il volto. Basta poi lasciare affiorare un lieve sorriso naturale: il cuore si alleggerisce e compare spontaneamente una sensazione di gioia.
Questa pratica può essere eseguita sia a occhi aperti sia a occhi chiusi. L’importante non è “fare” qualcosa con gli occhi, ma percepire il rilassamento profondo di quella zona.
 
Può essere praticata sia con gli occhi aperti, sia con gli occhi chiusi, osservando con attenzione e sensibilità le sensazioni che emergono.
 
Come spesso accade nel Qigong, anche qui entra in gioco il principio degli opposti complementari. Mentre gli angoli interni degli occhi sembrano raccogliersi delicatamente verso il centro, le sopracciglia, invece, si distendono naturalmente verso l’esterno. È una sensazione sottile, che non va forzata ma semplicemente osservata nella propria esperienza. Per esempio, nella statica Zhan zhuang, i gomiti devono contemporaneamente «cadere» verso il basso e rimanere «sospesi»; quando le ginocchia sono flesse, la rotula mantiene invece un’intenzione di sollevarsi verso l’alto.
Pang Laoshi attribuiva a questo semplice metodo degli occhi un’importanza eccezionale.
 
Diceva infatti:
” La prima cosa da imparare nella pratica è saper essere gioiosi e rilassati. Quando emerge un’emozione negativa, basta rilassarsi e, in un attimo, la mente diventa limpida e luminosa. Questo metodo di regolazione della mente è una chiave fondamentale della pratica, un vero segreto che nei libri non si trova.”
 
A volte il cambiamento non nasce da tecniche complicate, ma dalla capacità di rilassare profondamente una piccola parte del corpo. Da quel piccolo gesto può nascere una trasformazione che coinvolge il respiro, il volto, la mente e, infine, tutto il nostro stato interiore.
 
Haola!
 
Maria Grazia Mauri 

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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