Maestro Pang Ming di Zhineng Qigong
Solo attraverso uno studio approfondito della Teoria del Qigong il Qigong può entrare realmente nella nostra coscienza.
Tuttavia, la teoria deve essere accompagnata dalla pratica.
Quando comprensione teorica ed esperienza pratica si uniscono, il Qigong mette radici nella mente e vi occupa un posto saldo e duraturo. Se ci si limita a eseguire i movimenti senza una corretta guida teorica, la pratica non è molto diversa da un semplice esercizio fisico.
Nel nostro Zhineng Qigong, il secondo metodo, Xing Shen Zhuang, pone l’accento sul principio di guidare il Qì attraverso la forma (yi xing yin qi). Non richiede una particolare attività intenzionale della mente; anche limitandosi a praticare correttamente i movimenti, i risultati possono essere molto buoni.
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Questo perché il secondo metodo è diverso dal primo ed è, per certi aspetti, più avanzato. Anche senza lavorare intenzionalmente con la mente, la sola esecuzione dei movimenti può sviluppare il Gongfu. Tuttavia, se la pratica viene integrata con l’attività della coscienza, i risultati sono di tutt’altro livello.
Una pratica priva di una corretta guida teorica è, in una certa misura, una pratica cieca.
Nella ricerca scientifica o in qualsiasi altro tipo di sperimentazione, è necessario prima elaborare un progetto, un piano complessivo, una serie di ipotesi e obiettivi. Solo dopo si può procedere alla sperimentazione concreta.
Anche l’essere umano moderno funziona così: prima acquisisce conoscenze teoriche attraverso lo studio e poi le verifica mediante l’esperienza.
Lo stesso vale per il Qigong.
Se non si studia la teoria e ci si limita a fare gli esercizi, si agisce senza sapere realmente ciò che si sta facendo. Naturalmente, se ci si allena con impegno e costanza, si può comunque sviluppare una certa abilità.
In passato molti maestri di Qigong tradizionale avevano un livello di istruzione limitato; inoltre la scienza e la tecnologia non erano sviluppate come oggi e mancava un linguaggio adeguato per spiegare molti fenomeni. Per questo si sentiva spesso dire:
«Può essere compreso intuitivamente, ma non può essere trasmesso a parole.»
(只可意会,不可言传)
In realtà, spesso non era possibile spiegarlo e quindi si diceva semplicemente che non poteva essere espresso verbalmente.
Gli antichi possedevano una conoscenza molto approssimativa del mondo materiale. Lo spazio era semplicemente chiamato “vuoto” e oltre a questo non erano in grado di descrivere molto altro.
Oggi la nostra comprensione del mondo è completamente diversa. Sappiamo che nello spazio esistono molecole, atomi e particelle ancora più sottili. Le più piccole sono chiamate fotoni e, secondo la teoria, possiedono massa a riposo pari a zero. Tutte queste realtà possono essere studiate e conosciute attraverso strumenti e metodi scientifici.
Perciò, nella nostra epoca, continuare a dire semplicemente «può essere compreso ma non spiegato» non è più appropriato.
Dopo aver studiato la teoria, la coscienza dispone di un orientamento chiaro, di una linea guida. In questo modo è possibile dirigere più consapevolmente le attività della vita verso una determinata direzione e un determinato obiettivo.
È qui che risiede l’importanza dello studio teorico.
In passato si riteneva che, attraverso la pratica, il Qì e il sangue diventassero abbondanti e fluidi, nutrendo gradualmente il cervello e potenziandone le funzioni. Quando si arrivava a comprendere molte verità, si parlava di illuminazione o comprensione profonda.
Per questo si diceva: «Solo dopo l’illuminazione si può veramente coltivare il Dao.» (悟后方修道)
Prima si costruivano le basi attraverso la pratica; solo dopo aver raggiunto la comprensione si poteva iniziare la vera coltivazione del Dao.
Questo spiega perché, in passato, molte persone praticavano per decenni senza raggiungere risultati elevati. Se non si giungeva all’illuminazione, si rimaneva per tutta la vita nella fase preparatoria della coltivazione. In realtà, qualsiasi attività richiede prima l’apprendimento e poi la formazione, attraverso la pratica, di modelli di conoscenza nella mente.
Naturalmente, affinché un modello di conoscenza si formi realmente, è necessario che la teoria venga verificata dall’esperienza. Solo allora nel cervello si crea uno schema complessivo e le attività della coscienza e quelle della vita diventano un sistema integrato.
Oggi, grazie alla teoria dell’informazione, è molto più facile spiegare il Qigong. Senza di essa sarebbe assai più difficile.
Tuttavia, anche riguardo al concetto di informazione, le persone hanno comprensioni molto diverse.
La maggior parte ne possiede una vaga idea, ma spesso non sa spiegare chiaramente di che cosa si tratti.
Attualmente esistono decine di definizioni diverse del termine “informazione”. Pronunciare questa parola significa richiamare una grande quantità di contenuti e significati specifici.
Quando tutti questi elementi si organizzano nella mente formando un insieme coerente, tale insieme deve necessariamente essere integrato con la pratica.
Nel Qigong, limitarsi a imitare i movimenti non è la stessa cosa che eseguirli sotto la guida della teoria. Quando si studia la teoria e poi la si verifica attraverso la pratica, l’unione di queste due dimensioni produce una trasformazione reale del corpo.
Quando ciò avviene, si forma gradualmente e quasi senza accorgersene una coscienza capace di superare le conoscenze e le concezioni tradizionali.
Senza studiare la teoria del Qigong è difficile liberarsi dai vecchi schemi mentali.
Quando si comprende la teoria dell’insieme, cioè il rapporto e le reciproche trasformazioni tra coscienza, forma corporea e Qì, e quando queste realtà diventano una percezione concreta nella propria esperienza, allora le informazioni attivate durante la pratica agiscono molto più rapidamente.
In sostanza, il Prof. Pang dice che studiare la teoria non serve ad accumulare nozioni, ma a fornire alla coscienza una direzione. Quando teoria e pratica si uniscono, l’informazione diventa esperienza, l’esperienza diventa trasformazione e il corpo stesso comincia a cambiare.
Haola, vi aspettiamo a settembre per apprendere la seconda forma di Zhineng Qigong!
Da Cuore a Cuore!
Maria Grazia Mauri








