“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Prof. Pang Ming Zhineng Qigong:
” Questo è un punto fondamentale.”

Molti cercano tecniche speciali, ma spesso il progresso dipende da un singolo punto chiave. Quando quel punto viene compreso, la pratica cambia profondamente. Questo è il punto fondamentale.

Molte espressioni presenti nello Zhuangzi (ndr antico testo della filosofia e letteratura cinese) sono state formulate da una prospettiva molto elevata, legata agli stati profondi della pratica del Qigong. Esse descrivono condizioni sperimentate in stati avanzati di coscienza, ma spesso vengono interpretate secondo il significato comune e quotidiano delle parole.
 
Per esempio, l’espressione “immobile come un gallo di legno” non descrive una persona ottusa o insensibile. Nello Zhuangzi indica uno stato in cui lo spirito è estremamente raccolto, stabile e concentrato. Questa quiete profonda può manifestarsi esteriormente come distacco o impassibilità, ed è una delle condizioni che possono comparire nella pratica.
 
Perciò, quando durante l’esercizio emerge una particolare sensazione interiore, bisogna coglierla immediatamente e osservarla con attenzione, cercando di comprenderla attraverso l’esperienza diretta.
 
In Occidente alcuni psicologi dell’introspezione hanno descritto ciò che chiamano “esperienza di picco”. Questa presenta alcune somiglianze con certe esperienze del Qigong, ma vi sono anche differenze importanti. Essi la considerano uno stato psicologico speciale; nel Qigong, invece, esistono metodi specifici per raggiungere questi stati e, successivamente, trasformarli e approfondirli ulteriormente.
 
Dobbiamo imparare a riconoscere questi stati naturali, stabilizzarli, utilizzarli consapevolmente, comprenderli e trasformarli in qualcosa di regolare e riproducibile. Durante la pratica del Peng Qi Guan Ding Fa è importante osservare attentamente questi aspetti.
 
Non bisogna però inseguire intenzionalmente le sensazioni. Se una sensazione appare e non viene colta, non bisogna rincorrerla. Nel momento in cui la si rincorre, la mente si agita e perde la sua naturalezza.
 
Come insegna il Buddhismo:
“La mente del passato è inafferrabile, la mente del presente è inafferrabile, la mente del futuro è inafferrabile.”
 
Quando la coscienza entra in uno stato privo di immagini e rappresentazioni, anche quello stato può diventare un livello di pratica. Si può semplicemente riconoscere e mantenere quella condizione di assenza di immagini.
 
Durante il Peng Qi Guan Ding Fa, il punto essenziale è praticare bene il sollevare il Qì, tirare il Qì e il far penetrare il Qì nel corpo.
 
Quando si dirige il Qì verso una parte del corpo, bisogna farlo con attenzione, precisione, concentrazione e profondità.
Questo è un punto chiave.
 
Nel dirigere il Qì all’interno, bisogna percepire la connessione tra l’interno e l’esterno. Il Qì delle mani e il Qì del corpo devono essere collegati.
 
Come collegarli?
Attraverso l’intenzione.
 
L’intenzione crea l’unità. Le mani si muovono e il corpo interno si muove insieme. Lo spazio tra le mani e il corpo viene colmato dall’intenzione, fino a realizzare il principio:
“La forma può interrompersi, ma il Qì non si interrompe; il Qì può interrompersi, ma l’intenzione non si interrompe.”
 
Anche quando le mani si allontanano dal corpo, l’intenzione continua a collegarle.
Le due mani devono mantenere costantemente una relazione reciproca e rimanere unite al corpo in un’unica totalità. Quando una mano si muove, non deve mai essere percepita come vuota o separata: deve esserci una sensazione di Qì.
 
La sensazione del Qì nasce quando l’intenzione raccoglie e concentra il Qì.
Tra intenzione e Qì il fattore decisivo è sempre l’intenzione.
 
I movimenti del corpo sono importanti, ma possono essere corretti e affinati dall’insegnante. Ciò che il praticante deve sviluppare è soprattutto la qualità dell’intenzione.
 
Per ribadire ancora una volta:
nel tirare il Qì, il movimento deve essere lento, uniforme e continuo;
nel far penetrare il Qì, l’intenzione deve essere attenta, precisa e profonda.
 
Il principio generale che guida tutta la pratica è: Sōng jìng (松静), rilassamento e quiete. Solo quando il corpo è rilassato e la mente è tranquilla diventa possibile percepire più chiaramente l’unione tra spirito e Qì, e osservare il continuo processo di Qì interno che si espande verso l’esterno e Qì esterno che viene raccolto all’interno.
 
Questo è il cuore della pratica del Peng Qi Guan Ding Fa.
 
Haola!
Maria Grazia Mauri 

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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