Prof. Pang Ming di Zhineng Qigong: “continua a praticare; così i tuoi progressi nella pratica saranno più rapidi.”
L’Hunyuan Qì dell’essere umano comprende l’Hunyuan Qì del corpo, l’Hunyuan Qì degli organi interni e l’Hunyuan Qì della coscienza (Yishi). Le tre forme di Hunyuan Qì possiedono una loro relativa autonomia. È proprio per questa ragione che gli antichi le distinsero chiamandole rispettivamente Jing, Qì e Shen.
Nello Zhineng Qigong, tuttavia, lo scopo della pratica è riunirle in un’unica realtà, fino a raggiungere lo stato in cui coscienza (Yishi) e Qì non sono più separati.
Le ultime quattro pratiche degli Otto Metodi di Lavoro sul Qì (Lian Qì Ba Fa) iniziano con la trasformazione del Qì (Hua Qì). Questa consiste nel fondere l’Hunyuan Qì degli organi interni (Zangzhen Hunyuan Qì) con l’Hunyuan Qì della coscienza (Yishi Hunyuan Qì), così da rendere il Qì dello Yiyuanti completamente unificato con il Qì dell’intero corpo. (Le Regitrazioni del corso con Master Tao Qingyu sugli 8 metodi del Qì sono disponibili, se interessati prego contattarmi)
Quanto più elevato diventa il livello della pratica, tanto maggiore è la corrispondenza tra la coscienza e il Qì. Proprio per questo motivo, se non si impara a controllare le proprie emozioni, ogni alterazione emotiva eserciterà un’influenza negativa sull’intero Hunyuan Qì dell’organismo. Più elevato è il livello raggiunto nella pratica, maggiore sarà anche l’effetto prodotto.
Perciò, quando si acquisisce un buon livello di pratica, è indispensabile coltivare il proprio carattere e sviluppare le proprie qualità morali. Diversamente, si andrà inevitabilmente incontro alle conseguenze delle proprie azioni. Questa “punizione” non viene dall’esterno: è la persona stessa che finisce per danneggiare sé stessa.
In passato ho raccontato un esperimento condotto negli Stati Uniti sugli effetti della collera. Quando una persona arrabbiata soffiava dentro un recipiente contenente acqua distillata, nell’acqua comparivano dei precipitati. Se l’ira era moderata, il precipitato era di colore bianco; se invece la rabbia era intensa, assumeva una colorazione violacea. Iniettando questi precipitati nei topi da laboratorio, gli animali morivano.
Se questo accade nelle persone comuni, in chi pratica il Qigong la produzione di tali sostanze nocive può essere ancora maggiore, perché il Qì del praticante è molto più strettamente governato dalla coscienza. Oggi capita di vedere alcuni praticanti che, con l’aumentare del loro livello di pratica, fanno crescere anche il proprio carattere irascibile.
Molti, prima di iniziare lo Zhineng Qigong, erano semplici lavoratori, persone comuni che ricevevano poche attenzioni particolari. Dopo aver iniziato a praticare, imparano a insegnare gli esercizi o ad aiutare gli altri a risolvere i loro problemi e ricevono sempre più apprezzamenti e riconoscimenti.
A quel punto iniziano a sentirsi importanti. Basta allora che qualcuno rivolga loro una critica o una parola poco gradita perché non riescano più a sopportarla e la collera esploda.
In passato sembrava che non avessero un brutto carattere semplicemente perché non avevano alcun motivo per sentirsi superiori. Ora, invece, avendo acquisito una certa “posizione” attraverso la pratica, quando incontrano qualcosa di spiacevole si irritano facilmente.
Che il livello della pratica cresca è una cosa positiva.
Che cresca anche il cattivo carattere, invece, è una cosa negativa.
Ogni accesso d’ira produce sostanze nocive all’interno del corpo e può provocare mal di testa, senso di oppressione al petto e perdita dell’appetito.
Quando si comprendono davvero questi principi, bisogna applicarli concretamente a sé stessi, perfezionando la propria persona e mettendo in pratica gli insegnamenti dello Zhineng Qigong nella vita quotidiana.
Solo costruendo questa solida base interiore sarà possibile tornare a praticare con risultati molto più rapidi, riducendo anche il rischio di sviluppare problemi durante la coltivazione.
In questo modo, anche il lavoro, la ricerca scientifica e ogni altra attività potranno svilupparsi con naturalezza.
Da Cuore a Cuore,
Maria Grazia Mauri








