“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Prof. Páng Ming Lǎoshī di Zhineng Qigong: Ciò che si chiama non-agire consiste nel non agire prima delle cose.

Dal “Huáinán zǐ” 《淮南子》, classico filosofico cinese della dinastia Han:

«Perciò il saggio coltiva e perfeziona ciò che è fondamentale dentro di sé, senza preoccuparsi di abbellire ciò che è secondario e superficiale all’esterno.»

Questa affermazione non coincide del tutto con ciò che noi intendiamo quando sottolineiamo l’importanza dell’azione; la nostra formulazione è ancora più esplicita.

Il testo sostiene che la cosa essenziale è coltivare ciò che sta all’interno, senza dare importanza agli aspetti marginali ed esteriori. Tuttavia, non occuparsi dei dettagli secondari non significa non agire o non fare nulla; significa piuttosto che, quando si agisce, bisogna afferrare e mantenere saldo il principio fondamentale che risiede all’interno.

Bisogna coltivare il proprio spirito attraverso le situazioni concrete e le attività reali; non bisogna irrigidirsi nelle cose stesse, né fissarsi sui dettagli esteriori e secondari, limitandosi ad agire a partire da essi.

Come dicevo poco fa: quando fai qualcosa, l’aspetto decisivo è la consapevolezza interiore con cui la fai.

Nella pratica collettiva devono esserci disciplina e regole; noi seguiamo questa forma, ma ciò non significa che tutta la tua attenzione mentale debba concentrarsi sulla forma stessa. Al contrario, attraverso questa attività devi rivolgere l’attenzione al tuo mondo spirituale interiore, comprendendo chiaramente che pratichi in questo modo per coltivare il tuo spirito.

«Proteggi il tuo spirito e lascia che la tua intelligenza si ritiri.» Significa custodire bene il proprio spirito e lasciare che la propria intelligenza, le riflessioni e i ragionamenti si placchino e si raccolgano in profondità.

«Perciò, nella quiete dell’assenza di intenzione non vi è nulla che non venga fatto; nella serenità del non-governare non vi è nulla che non venga governato.»

Lo Shen è tranquillo e distaccato; nella mente non si prefigura nulla in anticipo: questo è il Wu wei (non-agire intenzionale). Eppure, quando si tratta di fare qualcosa, non c’è nulla che non venga fatto.

Le frasi precedenti descrivono il raggiungimento dello stato di «non-agire e tuttavia nulla rimane non fatto».

Che cosa significa «non-agire»?

«Ciò che si chiama non-agire consiste nel non agire prima delle cose.»

Vale a dire: prima che una situazione si presenti, non cominciare già a pianificare come affrontarla; non anticipare mentalmente gli eventi.

E che cosa significa «nulla rimane non fatto»?

«Ciò che si chiama nulla rimane non fatto consiste nel seguire ciò che le cose richiedono.»

Significa che si è capaci di fare qualsiasi cosa: quando una situazione si presenta, la si affronta.

Quando una cosa arriva davanti a noi, si reagisce in modo appropriato e conforme alle circostanze, trattandola secondo la sua natura. È un processo di risposta spontanea e naturale.

«Ciò che si chiama non-governare consiste nel non alterare ciò che è naturale.»

Governare significa amministrare e dirigere; «non-governare» significa non imporre un controllo artificiale.

Che cosa significa, dunque, non-governare?

Significa «non modificare la natura», non cercare attivamente di cambiare le leggi naturali. In passato si parlava di ritornare completamente alla natura, non di trasformarla intenzionalmente.

«Ciò che si chiama nulla rimane non governato, consiste nel seguire il modo in cui le cose si sviluppano da sé.»

Quando qualcosa deve trasformarsi o essere regolato, bisogna operare secondo le sue leggi proprie.

Seguono poi altre due frasi:

«Tutte le cose hanno un’origine, ma egli sa custodirne la radice.»

«Tutte le attività hanno una fonte, ma egli sa custodirne la porta.»

Il significato essenziale è che non bisogna concentrarsi sugli aspetti tecnici o sulle abilità particolari, ma sul fondamento, sul livello del Dao.

Se si agisce così, allora:

«Si esplora ciò che è inesauribile, si raggiunge ciò che è senza limite; si contemplano le cose senza esserne confusi; si risponde agli stimoli senza esaurirsi.»

Nell’affrontare le situazioni e nel comprendere la natura non esistono confini rigidi. Si procede completamente secondo le leggi naturali, senza requisiti fissi, regole morte o limitazioni immutabili.

Si è costantemente a contatto con le cose, ma senza esserne abbagliati o disorientati.

Quando vi è uno stimolo, vi è una risposta. C’è risonanza e corrispondenza con il mondo esterno. In questo modo lo Shen non si impoverisce e non si perde nulla di sé.

«Questo è ciò che si chiama comprensione celeste (tianjie).»

Xunzi, filosofo cinese, diceva che i cinque sensi dell’uomo appartengono al «Cielo», e anche la mente appartiene al «Cielo». Tuttavia, qui il significato di tianjie è più profondo.

Poiché il Huainanzi è un’opera che raccoglie e integra molte correnti di pensiero taoiste, il termine tianjie indica una comprensione e una conoscenza delle cose che trascendono quelle della gente comune.

Perciò:

«Chi ha ottenuto il Dao ha aspirazioni leggere ma è forte nell’azione; ha il cuore vuoto ma risponde in modo appropriato.»

«Volontà debole» (志弱)
志弱 (zhì ruò) significa letteralmente:
志 (zhì) = volontà, aspirazione, ambizione, intenzione, desiderio orientato a uno scopo.
弱 (ruò) = debole, lieve, tenue, non forte,
significa che i propri desideri e le proprie ambizioni personali sono deboli; non si pensa continuamente a sé stessi, a «come io dovrei fare questo o quello».
Tuttavia, quando si agisce, si è capaci, lucidi ed efficienti; qualunque cosa si faccia, la si sa fare bene.

Alcuni interpretano il carattere 强 («forte») come se fosse 僵 («rigido»), ma non è corretto. Qui significa piuttosto che nella mente ci sono poche preoccupazioni e pochi calcoli.

In passato si parlava di «santità interiore e regalità esteriore» o Saggio all’interno, Re all’esterno, (Nèi shèng wài wáng): interiormente quieti e vuoti, esteriormente capaci di realizzare qualsiasi cosa.

Se si interpretasse il termine come «rigido», allora chi pratica il Dao diventerebbe una persona irrigidita e bloccata: come potrebbe essere possibile?

«Cuore vuoto ma risposta appropriata» significa che interiormente si è vuoti e aperti, mentre nella risposta alle situazioni esterne si è sempre adeguati e appropriati; ogni questione viene trattata nel modo giusto e conveniente.

In termini filosofici, l’idea centrale delle parole del Prof. Pang è che la vera pratica non consiste nel fissarsi sulle forme esteriori o sulle tecniche, ma nel coltivare uno stato interiore di vuoto, chiarezza e adesione spontanea al Dao, dal quale scaturisce un’azione efficace, naturale e perfettamente adeguata alle circostanze.

Haola, da Cuore a Cuore.

Maria Grazia Mauri 

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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