Maestro Pang Heming di Zhineng Qigong: i requisiti fondamentali per guidare il movimento del corpo.
Nello Zhineng Qigong, il movimento non nasce dalla forza muscolare, ma è guidato dalla coscienza. Il corpo diventa l’espressione dello Shen (spirito), dello Yi (intenzione) e del Qì, che operano in armonia.
Nota: Il rapporto tra Yi e Yishi
Nella Teoria del Prof. Pang Heming la relazione è sostanzialmente questa: Yishi (意识) è la coscienza nel suo complesso, la funzione mentale cosciente.
Yi (意) è una funzione specifica della coscienza: l’intenzione direzionale che orienta il Qì. Si potrebbe dire che lo Yi è l’aspetto operativo dello Yishi. “Utilizzare la coscienza, assumendo Shen e Yi come elementi guida.” La frase è molto significativa: prima parla della coscienza (Yishi), poi specifica che, all’interno della coscienza, sono Shen e Yi a svolgere la funzione direttiva.
Di seguito sono riportati i principi fondamentali indicati dal Maestro Pang Heming per una corretta pratica.
1. Lo Shen e lo Yi guidano il movimento.
Il movimento deve essere guidato dalla Coscienza e distingue due modalità principali.
Prima modalità: lo Shen guida lo Yi, lo Yi guida il Qì e il Qì guida il corpo.
In questo tipo di pratica non bisogna forzare nulla né cercare di controllare ogni movimento. Il praticante lascia che il movimento si sviluppi spontaneamente, senza preoccuparsi continuamente della perfezione della postura o dei dettagli tecnici.
Questo non significa perdere il controllo: lo spirito rimane raccolto interiormente, lucido e presente, mentre il corpo si esprime con naturalezza.
Appartengono a questa categoria gli esercizi di rilassamento.
Seconda modalità: l’intenzione incontra la forma.
In questo caso si parte da una postura corretta. Attraverso l’allineamento del corpo, il Qì viene guidato lungo i meridiani, favorendone la libera circolazione.
È il principio espresso dal detto:
“Il Qì segue il movimento della postura.”
A questa categoria appartengono la pratica della Postura Eretta (Zhanzhuang) e la maggior parte delle arti marziali interne.
2. Rilassamento e morbidezza
Il corpo deve essere rilassato, ma il rilassamento non deve mai trasformarsi in cedimento.
La morbidezza ricercata è quella di un neonato: elastica, viva, piena di sostegno, non molle o priva di tono.
Durante il movimento si utilizza l’intenzione, non la forza muscolare grossolana. Solo così il corpo può diventare realmente armonioso e il Qì può fluire liberamente nei meridiani.
3. Movimenti rotondi e vitali
Ogni movimento deve essere continuo, rotondo e privo di rigidità.
Non devono esistere “angoli morti” nel corpo: ogni parte mantiene una leggera espansione in tutte le direzioni.
Interiormente il movimento non è lineare, ma possiede sempre una qualità spiraliforme, simile al movimento del filare la seta (Chansi, 缠丝).
4. Continuità del movimento.
Il movimento non deve mai interrompersi.
Può essere veloce senza diventare brusco, oppure lento senza perdere continuità.
L’obiettivo è arrivare a questo livello: anche quando il movimento esterno termina, il Qì continua a fluire; anche se il flusso del Qì si attenua, l’intenzione rimane continua.
5. Il movimento delle articolazioni.
Le grandi articolazioni si muovono come un serpente che avanza.
Le piccole articolazioni si muovono come un baco da seta.
In pratica, articolazioni vicine eseguono movimenti complementari di flessione ed estensione, creando una trasmissione continua del movimento attraverso tutto il corpo.
6. La vita è il centro di comando.
Per il Prof. Pang la regione lombare rappresenta il centro di comando del movimento. Questo principio ha due significati.
Il primo è che il rilassamento della vita costituisce la chiave del rilassamento dell’intero corpo.
Il secondo è che ogni movimento deve essere guidato dalla vita, non dagli arti.
Come afferma un antico detto:
“La vita è il comandante; le mani sono le bandiere.”
7. Distinguere il pieno e il vuoto.
Nella pratica dinamica è fondamentale distinguere chiaramente il pieno e il vuoto.
Poiché il baricentro cambia continuamente durante il movimento, l’equilibrio nasce dalla corretta distribuzione del peso.
Questo riguarda sia il trasferimento del peso da un piede all’altro sia lo spostamento del peso all’interno dello stesso piede.
A un livello più profondo, pieno e vuoto si riferiscono anche alle continue trasformazioni del Qì e dell’intenzione lungo i meridiani.
Ogni tecnica possiede una propria legge interna, che può essere compresa soltanto attraverso una pratica attenta e costante.
8. Il corpo deve muoversi come un’unica unità, una Interezza.
Nella pratica tutto il corpo deve comportarsi come un solo organismo. Anche se gli esercizi di nutrimento interno non richiedono la precisione tecnica delle arti marziali, è comunque indispensabile mantenere l’integrità del movimento. Parte superiore e parte inferiore del corpo devono procedere insieme.
Mani e piedi si coordinano reciprocamente, senza sfasamenti.
Lo Xingyiquan (arte marziale cinese) riassume questo principio in tre armonie fondamentali:
le mani si armonizzano con i piedi;
i gomiti con le ginocchia;
le spalle con le anche.
9. Coordinare il movimento con la respirazione.
Nella maggior parte degli esercizi dinamici il movimento si accompagna naturalmente al respiro.
Ogni metodo possiede le proprie modalità respiratorie, ma il Prof. Pang Heming ricorda un principio generale:
i movimenti di espansione e di discesa si accompagnano all’espirazione;
i movimenti di raccolta e di salita si accompagnano all’inspirazione.
La coordinazione tra movimento e respiro non deve mai essere forzata, ma nascere spontaneamente dalla pratica.
Questi nove principi mostrano chiaramente come, nello Zhineng Qigong, il movimento non sia una semplice successione di gesti. Esso rappresenta l’integrazione di Shen, Yi, Qì e corpo in un’unica azione armoniosa. Più questa integrazione si approfondisce, più il movimento diventa naturale, continuo ed efficace, trasformandosi in un autentico strumento di coltivazione interiore.
Haola!
Maria Grazia Mauri








