Il Qìgōng tra tradizione, esperienza e scienza: il Qì può essere studiato?
Il 5 agosto 2026 la Rivista cinese di Medicina Tradizionale Cinese ha pubblicato un ampio articolo del professor Zhang Wenchun , professore associato, supervisore di dottorandi e direttore dell’Istituto di Ricerca sulla Medicina Tradizionale Cinese e dell’Istituto di Ricerca sulla Scienza del Qìgōng dell’Università di Medicina Tradizionale Cinese di Jiangxi.
L’articolo è molto lungo, riassumo i punti principali.
Da molti anni il professor Zhang Wenchun si dedica alla ricerca scientifica moderna sulla Teoria del Qì della Medicina Tradizionale Cinese.
L’articolo affronta una domanda fondamentale: che cos’è il Qìgōng e come possiamo distinguere la sua pratica autentica dalla religione, dalla superstizione e dalle forme di manipolazione che nel corso della storia hanno utilizzato il nome del Qìgōng?
Il punto di partenza è netto:
Il Qìgōng non è una religione e non è una setta, è un sistema autonomo di pratiche legate alla salute, alla coltivazione della persona e alla riabilitazione, che deve essere studiato e sviluppato attraverso la ricerca scientifica e una corretta regolamentazione.
Il QÌ E LA VITA
Uno dei nuclei teorici più interessanti dell’articolo è la concezione della vita attraverso tre elementi:
形 – Xíng – forma, struttura corporea,
气 – Qì – Qì,
神 – Shén – dimensione dello spirito/coscienza.
La Medicina Tradizionale Cinese considera questi tre aspetti nella loro unità e nella loro reciproca interazione.
Il Qì, quindi, non viene presentato semplicemente come qualcosa di “misterioso”, ma come una componente fondamentale della vita che può essere studiata attraverso l’esperienza, la pratica e la ricerca.
IL QÌ NELLA STORIA
L’articolo ripercorre la storia del Qìgōng dalle pratiche di Dǎoyǐn dell’antichità.
Già nel periodo pre-Qin, il Qìgōng possedeva una caratteristica prevalentemente razionale e materialistica.
Il Guǎnzǐ (《管子》), più di duemila anni fa, parlava delle esperienze particolari che possono emergere durante la pratica e le riconduceva al “精气之极” jīng qì zhī jí, il culmine/la massima espressione dell’essenza vitale e dell’energia spirituale.
L’articolo interpreta questa frase come una delle prime testimonianze di una lettura non superstiziosa delle esperienze straordinarie della pratica.
Successivamente, nel corso della storia, alcune forme di Qìgōng furono progressivamente integrate nella religione, mentre il Qìgōng medico e quello delle arti marziali conservarono maggiormente una propria autonomia. In epoca moderna, il Qìgōng viene nuovamente indirizzato verso la ricerca scientifica.
IL QÌ E LA COSCIENZA
Un passaggio particolarmente interessante riguarda il rapporto tra Qì e coscienza.
Durante la pratica possono comparire sensazioni di:
• leggerezza o pesantezza,
• caldo o freddo,
• formicolio o prurito,
• espansione o resistenza,
• movimento o flusso,
• differenti sensazioni lungo il corpo e i meridiani.
L’articolo considera queste esperienze come possibili manifestazioni dell’interazione tra corpo, Qì e coscienza.
Anche alcune esperienze interiori molto intense, comprese immagini o percezioni insolite, vengono interpretate come fenomeni che possono derivare dall’interazione tra i processi di trasformazione del corpo e i contenuti già presenti nella coscienza.
Il messaggio è importante: ciò che viene percepito durante la pratica non dovrebbe essere automaticamente interpretato come manifestazione di divinità, immortali o fenomeni soprannaturali.
Comprendere il meccanismo dell’esperienza diventa quindi parte integrante della pratica.
LA VERIFICA INTERIORE
Qui troviamo uno dei punti più interessanti dell’articolo per chi pratica Zhineng Qigong.
L’Università di Medicina Tradizionale Cinese di Jiangxi conduce da anni ricerche sulla 内证体察, nèi zhèng tǐ chá, cioè la percezione e verifica interiore.
Dal 2013 vengono organizzati corsi intensivi dedicati a questa esperienza.
Nel 2017, 105 studenti hanno praticato metodi come:
La Qì, Chēn Qì, concentrazione dell’intenzione sui meridiani
Secondo i dati riportati nell’articolo, tutti i 105 partecipanti hanno percepito forme differenti di “sensazione del Qì”, tra cui: acidità, formicolio, distensione, pesantezza, freschezza, calore e resistenza.
Il testo riporta un tasso di percezione del Qì del 100%.
Nella percezione dei meridiani sono state inoltre riferite sensazioni di calore che si propaga, movimento lungo il percorso, sensazione simile al cammino delle formiche e sensazione di flusso del Qì.
Anche in questo caso viene riportato un tasso di sensibilità del 100%.
IL QÌ COME ESPERIENZA
L’articolo afferma: “Il Qìgōng è l’arte di coltivare e allenare il Qì.”
Ma per coltivare realmente il Qì, è necessario comprendere la natura della vita e l’unità di forma, Qì e Shén.
La pratica non consiste quindi soltanto nel movimento del corpo.
Il praticante porta l’attenzione sulle proprie attività vitali e, attraverso la concentrazione della coscienza, impara a percepire ciò che avviene interiormente.
È proprio questa “verifica interiore” che viene indicata come una delle basi dello studio del Qìgōng.
IL QÌ E LA RICERCA BIOFISICA
L’Istituto di Ricerca sulla Scienza del Qìgōng dell’Università di Jiangxi, fondato nel 2015, utilizza un doppio percorso:
“tradizionale verifica interiore + tecnologia moderna”.
Il gruppo studia le caratteristiche del Qì umano attraverso parametri acustici, luminosi, elettrici, termici e magnetici.
Una parte della ricerca riguarda le onde terahertz.
Secondo quanto riportato nell’articolo, il corpo umano può emettere onde nella banda dei terahertz e gli agopunti presentano caratteristiche di emissione in questa banda.
Il gruppo riferisce inoltre una relazione tra l’intensità della radiazione terahertz e gli anni di pratica del Qìgōng: nei soggetti senza pratica l’intensità sarebbe più bassa, negli studenti che praticano sistematicamente aumenterebbe e nei praticanti esperti sarebbe ancora maggiore.
Vengono inoltre citati studi con termografia a infrarossi.
Concentrando l’intenzione su differenti meridiani, sarebbero state osservate modificazioni dell’emissione infrarossa nelle aree corrispondenti.
Il testo collega questi risultati al principio: “Dove arriva l’intenzione, arriva il Qì.”
Viene inoltre riportato che differenti attività della coscienza possono produrre differenti intensità di radiazione infrarossa nell’area del punto Láogōng.
IL QÌ E LA MEDICINA
L’articolo presenta anche il Qìgōng come possibile strumento di prevenzione, riabilitazione e supporto terapeutico.
Vengono citati studi sul trattamento dell’ipertensione nei quali la terapia con Qìgōng associata ai farmaci antipertensivi avrebbe prodotto risultati migliori rispetto al solo trattamento farmacologico.
Vengono inoltre ricordate esperienze rivolte a persone con tumori, insonnia e diabete, con programmi orientati alla riduzione del dolore, al miglioramento del sonno, alla regolazione delle emozioni e al recupero dell’energia.
Un concetto fondamentale è:
治未病 Zhì wèi bìng “Prevenire prima che la malattia si manifesti.”
In questa prospettiva, Tàijíquán, Bāduànjǐn, Wǔqínxì, Yìjīnjīng e altre pratiche tradizionali vengono considerate strumenti importanti per la prevenzione e il mantenimento della salute.
IL QÌGŌNG E LA SCIENZA
L’articolo propone una direzione molto precisa: rendere il Qì osservabile; studiare ciò che viene percepito durante la pratica;
mettere in relazione esperienza interiore e ricerca sperimentale;
studiare il rapporto tra coscienza, corpo e Qì; verificare gli effetti clinici; formare operatori qualificati; creare protocolli e sistemi di insegnamento regolamentati.
Il passaggio dall’esperienza alla misurazione non significa necessariamente negare la tradizione.
Al contrario, significa cercare di comprenderla più profondamente.
DAL QÌ “PERCEPITO” AL QÌ “MISURATO”
È forse questa la frase che meglio riassume l’intero articolo:
“Quando il Qì passa dall’essere percepibile all’essere misurabile, dalla metafisica alla Scienza…”
L’obiettivo indicato è quello di trasformare progressivamente ciò che viene sperimentato nella pratica in qualcosa che possa essere studiato, osservato e verificato.
IL FUTURO DEL QÌGŌNG
L’articolo evidenzia infine che in Cina il contesto istituzionale sta cambiando.
Nel 2025, le nuove linee guida dell’Amministrazione Nazionale della Medicina Tradizionale Cinese hanno inserito pratiche come Tàijíquán, Bāduànjǐn, Wǔqínxì e Yìjīnjīng tra i servizi di prevenzione delle malattie degli ospedali di Medicina Tradizionale Cinese.
Il Qìgōng viene quindi progressivamente riportato dall’ambito marginale verso quello della prevenzione, della salute e della riabilitazione.
LA RIFLESSIONE FINALE
Il percorso storico descritto dal professor Zhang Wenchun va:
dalle antiche pratiche di Dǎoyǐn, alla Teoria del Qì, alla relazione tra forma, Qì e Shén, alla percezione interiore, alla ricerca biofisica,
alla ricerca clinica, fino alla regolamentazione istituzionale.
Il messaggio conclusivo è quello di restituire al Qìgōng la sua natura originaria attraverso la conoscenza e la ricerca.
Non credere ciecamente.
Non negare ciò che non si comprende.
Praticare.
Osservare.
Percepire.
Studiare.
Verificare.
Perché, secondo questa prospettiva, il futuro del Qìgōng non sta né nella superstizione né nella negazione dell’esperienza, ma nella possibilità di mettere in dialogo esperienza tradizionale, pratica e ricerca scientifica.
E per chi pratica Zhineng Qigong, parole come Qì, coscienza, La Qì, meridiani, non sono semplicemente concetti teorici: sono elementi che invitano a entrare direttamente nell’esperienza della pratica.
Fonte: 中国中医药报 — 章文春:《推动中医气功健康发展的时代思考》
5 agosto 2026
Autore: Professor Zhang Wenchun
Università di Medicina Tradizionale Cinese di Jiangxi








