“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Rubare l’Energia: quando le relazioni svuotano

Ci sono incontri che nutrono e incontri che prosciugano.
 
Persone che ti fanno respirare più profondamente e persone che, senza cattiveria apparente, ti lasciano più stanca, più confusa, più vuota.
 
Rubare l’energia non è sempre un gesto consapevole.
 
È un movimento sottile, spesso involontario, che nasce da bisogni non riconosciuti, da ferite non guarite, da emozioni che cercano un contenitore esterno perché dentro non trovano spazio.
 
L’Energia è un linguaggio. E quando qualcuno non sa ascoltare la propria, finisce per attingere a quella degli altri.
 
Svuotare le persone: il peso dell’invisibile.
 
Essere svuotati non è un’impressione. È un’esperienza energetica reale. Succede quando ti trovi accanto a chi parla senza ascoltare, a chi chiede senza dare, a chi si sfoga senza contenere, a chi entra nella tua presenza come in un luogo da occupare.
 
Non è sempre malizia.
 
Spesso è mancanza di consapevolezza, ma il risultato è lo stesso:
 
ti senti più leggera fuori e più pesante dentro. Svuotare gli altri è un modo di colmare un vuoto interiore con ciò che non può davvero riempirlo.
 
Lo sfogo: quando diventa drenaggio.
Sfogarsi è umano. È necessario. È sano, quando avviene in uno spazio consapevole, reciproco, rispettoso, tuttavia lo sfogo può diventare un atto di drenaggio quando non cerca comprensione, ma solo un contenitore.
 
Quando non vuole trasformare l’emozione, ma scaricarla.
Quando l’altro non è visto come persona, ma come un pozzo.
In quei momenti, l’energia pesante si sposta come un’onda: chi si sfoga si alleggerisce, chi ascolta si appesantisce.
 
L’energia pesante: come si muove, come si sente.
L’energia pesante non è “negativa”. È energia non elaborata.
 
È emozione compressa, pensiero ripetitivo, paura non riconosciuta, rabbia non espressa in modo sano.
 
Si sente come:
* stanchezza improvvisa,
* confusione mentale,
* tensione nel corpo,
* irritabilità senza motivo,
* bisogno di allontanarsi,
* sensazione di essere “invasa”.
 
L’energia pesante non è un giudizio sulla persona. È un’informazione sullo stato in cui si trova.
 
Perché accade: la radice invisibile
Rubare energia, svuotare, appesantire… sono tutti modi di dire la stessa cosa: una parte di noi non sa come nutrirsi da sola.
 
Accade quando:
* non si conoscono i propri confini,
* non si sa regolare le emozioni,
* si ha paura di stare con il proprio dolore,
* si cerca conferma esterna,
* si confonde vicinanza con fusione,
* si teme di essere soli con ciò che si sente.
 
Non è colpa. È mancanza di strumenti.
 
Come proteggersi senza chiudersi.
 
Proteggersi non significa alzare muri. Significa riconoscere il proprio spazio.
 
* Ascolta il corpo: se si contrae, c’è un confine da mettere.
* Respira profondamente: l’energia torna a te.
* Non farti contenitore: puoi ascoltare senza assorbire.
* Dì “ora non posso”: è un atto di cura, non di egoismo.
* Riconosci il tuo limite: è sacro.
* Resta centrata: non entrare nel vortice emotivo dell’altro.
 
La protezione più potente è la presenza: quando sei radicata in te, nulla ti svuota davvero.
 
Come trasformare l’energia pesante
 
L’energia pesante non va respinta. Va trasformata:
* con il respiro,
* con il movimento,
* con la parola consapevole,
* con il silenzio,
* con la verità,
* con la distanza quando serve,
* con la responsabilità emotiva,
* con una tecnica dello sciamanesimo andino, mangiare e digerire l’energia pesante (come esempio di tecnica).
 
Ogni volta che scegli di non assorbire ciò che non è tuo, stai già trasformando.
 
Una verità semplice
Nessuno può rubarti l’energia se tu resti nel tuo centro.
Nessuno può svuotarti se tu riconosci i tuoi confini.
 
Nessuno può appesantirti se tu impari a lasciare andare ciò che non ti appartiene.
 
L’energia segue l’attenzione.
 
E quando la tua attenzione torna a te, torna anche la tua forza.
 
Da Cuore a Cuore,
Maria Grazia Mauri
 
 
 
 
 
 

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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