Maestro Pang Ming di Zhineng Qigong:
“L’Interezza è una vera Interezza.”
o “Il Tutto è semplicemente il Tutto”.
Non esistono parti isolate: esiste soltanto il corpo-mente come un unico tutto.
Quando il Prof. Pang Ming parla di 整体 (zhěngtǐ), non intende semplicemente “Tutto” come somma delle parti. Per lui, l’intero organismo, la mente, il Qì e l’ambiente costituiscono un’unica totalità inseparabile.
Il concetto che nasce qui è una Totalità, una Interezza; l’oggetto materiale su cui esso agisce è anch’esso una totalità; e quando i due si combinano formano un’altra totalità. Questa totalità esercita la sua azione in modo continuo e reciproco.
Per questo parliamo della Teoria della Interezza Hunyuan e della concezione spazio-temporale Hunyuan. Nel processo attraverso cui Yiyuanti agisce, lo scambio reciproco di informazioni implica sia il tempo sia le trasformazioni nello spazio.
Quando percepiamo l’unità del tutto, la sentiamo soltanto in modo vago e indistinto; non riusciamo a distinguere se il collegamento avvenga dall’interno verso l’esterno o dall’esterno verso l’interno.
Questo perché la totalità è semplicemente totalità. Fin dall’origine il l’Hunyuan qì è compatibile e interpenetrante.
L’Hunyuan qì dell’uovo e il nostro Yiyuanti sono compatibili tra loro; allo stesso modo il nostro Yiyuanti è compatibile con l’Hunyuan qì dell’uovo. Normalmente però non siamo abbastanza sensibili da percepire questa unità.
Quando invece si manifesta una funzione straordinaria, la sensibilità dell’ Yiyuanti aumenta, il senso di totalità si rafforza e il pensiero ordinario si integra con il pensiero straordinario. In quel momento si percepisce improvvisamente: «Ah, dunque è così!». Questo è ciò che si intende con “l’immediato è proprio questo”.
Infatti questa totalità non nasce perché il Qì di quell’oggetto entra in te o perché il tuo Qì esce verso l’esterno; essi sono già intrecciati e connessi tra loro fin dall’inizio.
Questi principi, riflettendoci lentamente, possono essere compresi anche con il ragionamento. Ma se riesci a percepirli realmente, allora è tutta un’altra cosa.
Perciò gli studenti devono fare esperienza diretta di queste sensazioni nella pratica, più e più volte. Col passare del tempo, sarà sufficiente un pensiero e il cervello effettuerà automaticamente una regolazione, come se cambiasse “marcia”, entrando nello stato funzionale.
Questo è un processo del tutto naturale.
Non cercate però deliberatamente di pensare: «Adesso cambio marcia, adesso entro nello stato funzionale».
Il passaggio da uno stato funzionale all’altro avviene spontaneamente. Se si cerca di forzarlo con la volontà cosciente, si finisce per separare rigidamente i due stati, costruendo una sorta di muro tra di essi, rendendo l’adattamento più difficile.
Nel momento stesso in cui pensi, hai già dato l’ordine ai complessi processi dinamici del cervello di iniziare la regolazione necessaria.
Dopo aver praticato Zhineng Qigong, gli studenti dovrebbero comprendere l’insegnamento in questo modo.
Il punto centrale, secondo il pensiero del Prof. Pang Ming, non è “trasmettere energia” da un luogo a un altro, ma riconoscere che soggetto, oggetto e informazione formano già un’unica totalità interconnessa.
La pratica dello Zhineng Qigong serve ad aumentare la sensibilità a questa realtà fino a renderla un’esperienza diretta.
Quando ciò accade, l’accesso allo stato funzionale non è il risultato di uno sforzo volontario, ma di una transizione naturale, come cambiare marcia senza accorgersene.
Da Cuore a Cuore,
Maria Grazia Mauri








