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Da Cuore a Cuore A.S.D.

«Huán Yáng Wò» e «Hùnyuán Wò»: due pratiche da sdraiati illustrate dal Maestro Páng Hèmíng.

il Maestro Páng Hèmíng di Zhineng Qigong  ha insegnato queste due semplici pratiche da sdraiati.

Huán Yáng Wò: la posizione sdraiata per il ritorno dello yáng

Il Maestro Páng presentò lo Huán Yáng Wò così:

«Sdraiati sulla schiena, con le piante dei piedi l’una contro l’altra e le gambe che formano un anello. Appoggiare i palmi delle mani alla radice delle cosce oppure sul Dāntián inferiore. Questo metodo ha un effetto evidente nel tonificare i reni».

La posizione è molto semplice: ci si sdraia supini sul letto, con le piante dei piedi a contatto, e si appoggiano i palmi delle mani alla radice delle cosce oppure sul Dāntián inferiore.  Il Maestro Páng approfondì gli effetti dello Huán Yáng Wò anche nei materiali didattici per gli studenti. «Praticare questa posizione può rendere abbondante lo Yáng Qì dei reni. Durante il sonno notturno, secondo la spiegazione tradizionale, il Qì difensivo non si trova negli arti e nella testa, ma entra nei cinque organi. Questo corrisponde a ciò che noi descriviamo dicendo che lo Hùnyuán Qì del corpo rimane inattivo, mentre lo Hùnyuán Qì autentico degli organi interni si raccoglie. Le attività degli altri organi non sono facili da percepire, ma quando il qì dei reni diventa abbondante, anche lo yáng dei reni si rafforza. Alcuni uomini, durante il sonno, possono manifestare un’attivazione dello yáng dei reni. Le donne generalmente non avvertono sensazioni altrettanto evidenti, ma anche il Qì dei loro organi interni diventa più abbondante.

Dal punto di vista del Qìgōng e della medicina cinese, tra le energie yáng degli organi interni, quella dei reni è fondamentale, lo Yáng Qì dei reni corrisponde al vero fuoco di Mìngmén. Il vigore della vitalità di una persona dipende soprattutto dallo Yáng Qì di Mìngmén, dal fuoco di Mìngmén. La posizione dello Huán Yáng Wò serve proprio a favorire una maggiore abbondanza di Yáng Qì  dei reni.

Portate le piante dei piedi l’una contro l’altra; se le articolazioni delle anche sono ben rilassate, potete avvicinare maggiormente i piedi al corpo. Appoggiate le mani vicino alla radice delle cosce, con i palmi rivolti verso l’addome».

Il Maestro indicò anche alcuni aspetti ai quali prestare attenzione: «Se, praticando questo metodo da sdraiati, compare il fenomeno dello huó zǐshí, ossia un’eccitazione sessuale, alzatevi subito a praticare, raccogliendo lo Yáng Qì dei reni per nutrire tutto il corpo. Se invece si trasforma in liquido yīn e viene disperso, non rimane più. Nei giovani è molto facile che compaia eccitazione sessuale. Bisogna quindi prestare attenzione e mettersi subito seduti a praticare, oppure alzarsi immediatamente e praticare Zhàn Zhuāng, raccogliendo l’intenzione verso l’interno e riassorbendo lo  Yáng Qì dei reni.

Anche nelle donne possono talvolta comparire tensione al seno ed eccitazione sessuale. In questo caso bisogna acquietare il cuore e stabilizzare lo spirito. Generalmente, si porta l’attenzione tra i due seni, un poco al di sotto di Dànzhōng (CV17), nella zona che nell’antico Qìgōng veniva chiamata Rǔxī. Gradualmente, il Qì e il sangue all’interno ritornano tranquilli». Questi sono tutti aspetti fondamentali che è necessario conoscere.

Hùnyuán Wò: la posizione sdraiata Hùnyuán

Parliamo ora dello Hùnyuán Wò. Anche questa posizione è estremamente semplice: rispetto alla posizione supina per il ritorno dello yáng, si spostano le mani dall’addome alla testa. Oltre a tonificare il Qì dei reni, ha anche l’effetto di rafforzare lo spirito. Le parole del Maestro Páng sono: «Sdraiati sulla schiena, con le piante dei piedi l’una contro l’altra e le gambe che formano un anello. Le mani, sovrapposte oppure intrecciate, coprono la testa. Il suo effetto è tonificare il qì dei reni e rafforzare lo spirito».

Zhineng Qigong posizione sdraiata testa

Una spiegazione più dettagliata è la seguente: «Portare lo Huán Yáng Wò a un livello superiore, assumendo una posizione che impedisca allo yáng dei reni di spingersi verso il basso durante il sonno e ne favorisca invece la trasformazione spontanea: questo è lo Hùnyuán Wò. Lo Hùnyuán Wò richiede di intrecciare le mani e appoggiarle sulla sommità del capo; in basso, i piedi rimangono uniti. In questo modo il Qì del corpo si trasforma dallo yáng dei reni allo Hùnyuán: non si tratta più semplicemente di rendere abbondante lo yáng dei reni». 

Il Maestro confrontò anche le due pratiche, indicando come preferibile lo Hùnyuán Wò:

«Se desiderate praticare da sdraiati, è meglio scegliere lo Hùnyuán Wò. Nello Huán Yáng Wò, lo Yáng Qì tende a spingersi verso l’esterno; nello Hùnyuán Wò, circola in tutto il corpo. In alto, le braccia formano un cerchio. La trazione creata da questa posizione non porta propriamente il Qì alla testa: impedisce al Qì dei reni di dirigersi verso gli organi genitali e lo richiama invece nello Hùnyuán Qiào.

In basso, le gambe formano un altro cerchio. I due cerchi si congiungono all’interno del corpo». Bisogna inoltre sapere che, poiché anche lo Hùnyuán Wò tonifica lo yáng dei reni, può facilmente comparire il fenomeno dello huó zǐshí. Occorre quindi sapere come affrontarlo e comprendere che questa condizione rappresenta, anzi, un momento particolarmente favorevole per praticare. Oltre alle indicazioni già riportate per lo Huán Yáng Wò, il Maestro Páng illustrò un metodo per «ricondurre l’essenza e nutrire il cervello», espresso dalla formula «inspirare, premere, sollevare, chiudere»:

«Poiché lo Huán Yáng Wò e lo Hùnyuán Wò hanno un forte effetto di tonificazione dei reni, è facile che compaia eccitazione sessuale, cioè lo huó zǐshí. Quando accade, bisogna acquietare il cuore e stabilizzare l’intenzione, senza lasciare che questa energia si trasformi in essenza torbida e venga dispersa — nelle donne, attraverso perdite vaginali bianche. Questo è il momento migliore per praticare. Bisogna utilizzare la formula “inspirare, premere, sollevare, chiudere”.

“Inspirare” significa inspirare e, contemporaneamente, far salire l’intenzione dalla zona dell’ano insieme all’inspirazione.

“Premere” significa appoggiare la lingua al palato superiore.

“Sollevare”, che può essere espresso anche come “raccogliere”, indica il sollevamento dell’ano.

“Chiudere” significa chiudere gli occhi e rivolgere lo sguardo verso la sommità del capo, trattenere il respiro e flettere mani e piedi. Quando compare lo huó zǐshí, queste modalità permettono di ricondurre l’essenza e nutrire il cervello».

 

Huán Yáng Wò e Hùnyuán Wò ci invitano a riscoprire anche nella posizione sdraiata un’occasione di pratica consapevole, in cui rilassamento, quiete e ascolto interiore accompagnano l’unione di corpo, Qì e coscienza.

Haola!

Maria Grazia Mauri 

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Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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