L’ effetto del Qigong sulla pressione sanguigna

La pressione sanguigna è generata dalla forza con cui il sangue viene spinto dalla pompa cardiaca nei vasi, quella delle arterie è chiamata pressione arteriosa (PA), mentre quella delle vene è chiamata venosa. La pressione dipende dalla quantità di sangue che il cuore spinge quando pompa e dalle resistenze che si oppongono al suo libero scorrere.
Più è alta la pressione, maggiore è il lavoro e la fatica che il nostro importantissimo cuore deve compiere.
Una pratica costante del Qigong aiuta a mantenere la nostra pressione normale, effetto confermato anche da alcuni studi, i quali hanno evidenziato che l‘effetto del Qigong sul sistema cardiovascolare si manifesta nella variazione della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca, del ritmo cardiaco, della potenza cardiaca, del volume dei vasi sanguigni, dell’apporto di sangue, della pulsazione, della microcircolazione e degli indicatori biochimici del sangue.
Il primo studio sull’effetto del Qigong sulla pressione sanguigna è stato fatto nel 1959 dall’Istituto Ipertensione di Shanghai, il quale verificò su 32 pazienti che soffrivano da anni di ipertensione ostinata con intolleranza ai farmaci antipertensivi, il loro miglioramento dopo aver praticato Qigong per sei mesi.
Un ulteriore studio è stato fatto nel 1962, osservando 415 persone con ipertensione. Il risultato ha evidenziato che l’80,5% delle persone che praticavano Qigong regolarmente e il 17% di quelle che praticavano in modo casuale, mantenevano una pressione sanguigna stabile.
Il meccanismo individuato, per spiegare questi risultati, è che concentrando l’attenzione su una parte del corpo per un lungo periodo di tempo, si induce una focalizzazione dell’eccitazione in una parte della corteccia cerebrale, provocando un’inibizione dell’attività nel tessuto nervoso circostante. Questa inibizione interna può abbassare la pressione sanguigna, diminuire la tensione dei nervi parasimpatici e rilassare i vasi sanguigni quando si diffonde all’ipotalamo, al midollo allungato e al centro cardiovascolare.
Nel 2002, un altro studio ha monitorato la pressione sanguigna di 312 pazienti che hanno praticato Qigong per sei mesi. I praticanti hanno osservato una diminuzione della pressione sanguigna (P<0,01) sia in stato di riposo che dopo aver praticato i movimenti di Qigong. Tali risultati erano più evidenti per i pazienti che praticavano costantemente il Qigong, rispetto a quelli che non lo facevano (P<0,001).
Non a caso, il Maestro Pang Ming di Zhineng Qigong, ci ha insegnato ad esprimere questo intento per ottenere una buona salute:
“Il qì 气 e il sangue scorrono liberi nei canali.
Le malattie svaniscono.
Le funzioni tornano alla normalità”
Per il Cuore:
“Il qì 气 del cuore è abbondante.
I vasi sanguigni liberi, la circolazione è buona.
Le malattie del cuore, dei vasi sanguigni e del sangue svaniscono.
Le funzioni dell’apparato circolatorio tornano alla normalità e sono rafforzate”.
Quando il Qì è abbondante, scorre libero con il sangue in tutti i nostri canali portandoci una buona salute, per avere un Qì abbondante, occorre praticare Qigong ogni giorno e acquisire la pratica come una abitudine nella nostra vita (per tutta la vita).
I benefici del Qigong non si limitano solo al suo effetto terapeutico sulla pressione sanguigna, ma includono anche la sua funzione di nutrire la vita e preservare la salute in generale.
Buona pratica, Da Cuore a Cuore!
Maria Grazia Mauri
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