“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Prof. Pang Ming di Zhineng Qigong: «Quello è il gongfu (功夫) di livello elevato.»

功夫 Gōngfu nello Zhineng Qigong non significa semplicemente “abilità” o “kung fu” nel senso marziale, ma indica il livello reale di coltivazione raggiunto attraverso una pratica costante. Comprende la trasformazione del corpo, della coscienza (意识, Yìshí), di Hunyuan Qì (混元气) e della capacità di utilizzare il Qì.

Bisogna allenarsi gradualmente fino a raggiungere uno stato di vuoto e quiete (虚静, xūjìng).
Quando desiderate percepire qualcosa, basta rivolgere per un istante il pensiero verso di essa e poi lasciarlo andare immediatamente. Rimanete tranquilli, completamente quieti. Appena entrate nella quiete, il risultato emergerà spontaneamente.

In realtà, tutte le capacità non sono altro che diverse manifestazioni della funzione percettiva. A seconda delle proprie abitudini, questa funzione può manifestarsi attraverso modalità differenti: in alcuni si esprime attraverso gli occhi, in altri attraverso le orecchie, in altri ancora attraverso il naso o la bocca…

La nostra funzione di ricezione può assumere molte forme, ma la più fondamentale è la funzione globale di ricezione dello Yìyuántǐ (意元体). Tutte le altre modalità non sono che sue trasformazioni. Per questo dobbiamo iniziare coltivando bene i fondamenti.

In futuro, il modo concreto in cui le capacità si manifesteranno sarà diverso per ciascuno. Nessuno sarà identico a un altro. Ognuno dovrà scoprire da sé le proprie regolarità e comprendere quale sia il proprio percorso. In alcune persone le manifestazioni saranno più concrete, in altre più astratte.

Le manifestazioni più concrete sembrano offrire punti di riferimento ben definiti. Ad esempio, usare le mani per identificare uno stato: questo metodo può essere efficace per determinate verifiche, ma se si vuole sviluppare una percezione più ampia diventa limitante.

Se invece vi si presenta semplicemente un oggetto qualsiasi da percepire, dovete necessariamente entrare nello stato di xūjìng (虚静), perché in questo caso non avete più alcun punto di riferimento preciso né alcuna direzione prestabilita. Solo nella quiete e nel vuoto può emergere la capacità globale di percezione. Questo è il principio fondamentale.

Naturalmente, con la pratica ciascuno potrà trovare il proprio metodo personale, imparando a utilizzare attivamente la coscienza (意识, Yìshí) nella sua totalità. Normalmente noi non utilizziamo mai la coscienza nel suo insieme, ma soltanto una sua parte.
Quando ascoltiamo un suono utilizziamo le orecchie; quando osserviamo una forma utilizziamo gli occhi. Sono tutti utilizzi parziali.

Ora invece bisogna imparare a utilizzare la totalità dello Yìyuántǐ (意元体), cioè la sua funzione globale.
Quando riuscite ad aprirvi in modo uniforme, senza inclinare l’attenzione verso nessun punto particolare, allora ciò che emerge appartiene veramente alla Interezza. Noi non abbiamo mai imparato a utilizzare il pensiero in questo modo.

Perciò bisogna impararlo, allenarsi lentamente e arrivare a controllare consapevolmente il proprio spirito. Poco fa uno degli studenti raccontava che, per allenare l’utilizzo introverso della coscienza, parlava il meno possibile, custodiva il proprio spirito all’interno e cercava di non lasciarsi disturbare dall’esterno.
Naturalmente questo è un metodo. Ma custodire interiormente lo spirito non significa che gli studenti non debbano parlare. Significa piuttosto saper custodire se stessi.

Come dice il principio: “Lascia che tutte le cose ritornino alla quiete.” Ogni volta che nasce un’emozione positiva o uno stato di entusiasmo, riportate immediatamente tutto verso l’interno, coltivando costantemente l’intenzione di raccogliervi dentro di voi.
Non si tratta semplicemente di parlare poco.
Piuttosto, quando parlate, non fatelo per mettervi in mostra:
«Io sono così… io faccio questo…»
Questo è atteggiamento arrogante.
Quando parlate, raccogliete contemporaneamente l’intenzione verso il centro, concentratela all’interno.
Così anche parlare non ostacola l’utilizzo introverso della coscienza.

Quando questa intenzione di raccogliersi interiormente sarà diventata stabile, allora, rileggendo ripetutamente i nostri libri, parola dopo parola, riflettendo mentre leggete e contemporaneamente praticando il gongfu (功夫), tutto cambierà.

Domandatevi: mentre leggete, riuscite davvero a riflettere con attenzione e contemporaneamente a raccogliere gli occhi verso l’interno?
Riuscite a raccogliere verso l’interno il Tiānmù (天目)?
Riuscite a raccogliere verso l’interno anche il punto Bǎihuì (百会)?
Se riuscite davvero a leggere in questo modo, allora lo studio e la pratica del gongfu diventano una cosa sola.

Se, mentre leggete, riuscite inoltre a far ruotare nella mente il contenuto di ogni carattere, lentamente…
ruotare …
ruotare…
ruotare…
imprimendo uno dopo l’altro i caratteri nel cervello come un marchio indelebile, allora potreste arrivare a ciò che gli antichi chiamavano “ricordare un testo dopo una sola lettura”.

Il segreto consiste sempre nel raccogliere tutto verso l’interno.
In passato il Buddhismo possedeva un numero enorme di sutra.
Solo il Mahāprajñāpāramitā Sūtra della scuola della Vacuità conta seicento volumi. Eppure gli antichi monaci erano capaci di recitarli a memoria. Ci riuscivano proprio grazie a questo particolare metodo di memorizzazione. Perciò, da una parte dovete praticare il Qìgōng, dall’altra rileggere continuamente i libri.

Può darsi che un giorno, mentre state semplicemente leggendo, improvvisamente il cervello si apra con un “hua!” (哗), e davanti a voi si manifesti una dimensione completamente nuova.
Quando gli studenti condividono le proprie esperienze, ascoltate sempre con grande attenzione.
Continuate a raccogliere tutto verso l’interno.
Se lui è arrivato attraverso una certa via, raccogliete quell’esperienza da quella prospettiva.
Se un altro è arrivato attraverso una via diversa, raccogliete anche quella.

Se saprete raccogliere tutto in questo modo, un giorno quelle esperienze diventeranno veramente vostre. Ma non imitate mai gli altri in modo meccanico. Le loro esperienze servono soltanto come ispirazione. Voi dovete seguire i principi fondamentali e percorrere la vostra strada. Nei nostri libri (ndr testi scritti per il Centro Huaxia) sono esposti i principi e i fondamenti.

Voi dovete essere capaci di integrare l’esperienza di molte persone per costruire il vostro personale cammino. Perché il modo concreto in cui la coscienza (意识, Yìshí) opera interiormente è estremamente difficile da descrivere. Lo si può comprendere soltanto riflettendo e sperimentando personalmente.

Pensate…

pensate…

continuate a pensare…

Forse, un giorno, all’improvviso penserete nel modo giusto… e tutto apparirà. Se in quel momento riuscirete anche a percepire quello stato, sarà la cosa migliore. E se riuscirete a ricordare quella sensazione, in futuro basterà orientare l’intenzione verso quello stato e immediatamente esso riapparirà.

Il problema è che, quando nella maggior parte delle persone compare una capacità, esse non riescono ad afferrare la sensazione di quel momento. Se invece riuscite a coglierla, ad approfondirla interiormente e, nel momento stesso in cui qualcosa si mette in moto, la osservate con grande attenzione, immergendo completamente la vostra consapevolezza in quella sensazione…
allora quello è il gongfu (功夫) di alto livello.
Dovete prestare particolare attenzione a quel preciso istante in cui la capacità entra in azione.

Quando si ricevono informazioni, generalmente la sensazione è ancora troppo sottile e spesso non la si percepisce. Quando invece emettete informazioni verso l’esterno, pensate semplicemente: “Lui è guarito.”

Nel momento in cui percepite realmente che è guarito, proprio in quell’istante dovete far entrare completamente l’intenzione in quel movimento e collegarla profondamente con il cervello.

Praticando in questo modo, da una parte farete crescere il vostro gongfu (功夫), dall’altra approfondirete enormemente la vostra capacità di osservazione interiore.

Molte persone hanno sviluppato gradualmente la propria capacità percettiva proprio mentre aiutavano gli altri a trattare i loro problemi.

Haola! 
Maria Grazia Mauri 
 
 
 
 

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

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