Medicine a confronto: quale dà la risposta migliore?

mariagrazia, lunedì 26 dicembre 2011 - 22:44:19

Un'inchiesta della rivista "Internazionale" mette in luce i punti di forza e di debolezza della medicina tradizionale e di quella alternativa, sempre più diffusa


Sconfiggere i virus che provocano le malattie infettive. Questo era l'obiettivo della medicina moderna. Una medicina che oggi, archiviati numerosi successi, si trova ad affrontare una nuova sfida: le malattie croniche, i disturbi senza spiegazione, le degenerazioni non spiegabili. Ed è davanti a questi obiettivi che nasce e si inasprisce la battaglia tra medicina tradizionale e medicina alternativa o complementare. La rivista "Internazionale" recentemente ha dedicato un lungo articolo al vivace dibattito che si coglie negli Stati Uniti dove, accando agli ospedali tradizionali, stanno fiorendo, con sempre maggior autorevolezza, queste cliniche che presentano una variegata offerta di pratiche alternative come l'agopuntura, l'omeopatia, la chiropratica, le erbe medicinali, il reiki, la meditazione, i massaggi, l'aromaterapia, l'iponosi, l'ayurveda. Si tratta di centri specializzati di ricerca affiliati anche a università prestigiose come Harvard, Yale o San Fransisco, a cui però cominciano a riovolgersi pazienti sempre più numerosi tanto che iniziano a crearsi liste d'attesa.

La contrapposizione, comunque, rimane netta: i medici tradizionali accusano gli "pseudo" colleghi di attuare pratiche dalle conseguenze anche pericolose come un ago dell'agopuntura infetto o una mossa da chiropratico potenzialmente lesiva di un'arteria. La principale accusa, comunque, è quella di agire sulla suggestione del paziente, curando sintomi ciclici che naturalmente scompaiono per poi ricomparire. Il pericolo maggiore, lamentano i detrattori, rimane quello di malattie gravi che non debbono essere trattate con queste tecniche altrenative come l'autismo o il cancro dove l'effetto lenitivo porta ad aggravare la situazione generale del paziente.

La pratica ReikiDalla contrapposizione, però, emergono alcuni spunti interessanti per provare ad andare oltre. La principale caratteristica della medicina alternativa è l'ascolto del paziente: una visita lunga e dettagliata, dove chi sta male è invitato a parlare anche del proprio vissuto. Al colloquio spesso segue una visita dettagliata. Proprio da quest'approccio coinvolgente spesso il paziente trae una sensazione di fiducia fondamentale per l'efficacia della cura. Il problema della medicina di oggi è il sistema in cui si innesta: i medici vengono pagati, negli Stati Uniti, per le prescrizioni che fanno. Perdere tempo con un paziente per capirne i malesseri non è fondamentale perchè, se dal punto di vista della relazione e dell'informazione su stili di vita e prevenzione i risultati potrebbero essere anche migliori, dal punto di vista degli interessi economici è un approccio fallimentare. Così, questo modello di relazione rimane una nicchia, un ambito per ora limitato a cliniche alternative che, però, cominciano a registrare una crescita esponenziale delle richieste con conseguente creazione delle liste d'attesa.
L'inchiesta dell'Internazionale individua la necessità di una rivisitazione dei sistemi sanitari con investimenti maggiori in quello che è il piano emotivo della relazione, magari attuato non da medici ma da figure intermedie come esperti in terapia comportamentale o assistenti sociali o infermieri specializzati. Dopo il primo approccio di confronto, si inserirebbe l'intervento del medico a cui spetta trarre la sintesi e individuare il percorso terapeutco ottimale.

Negli Stati Uniti, la crescita della medicina alternativa o complementare sta inducendo i medici a interrogarsi sulla sufficienza della scienza medica e, quindi, ad aprirsi ad approcci paralleli: "Anche se non ci sono prove della validità della medicina alternativa - commenta uno specialista della Meyo Clinic, considerato il tempio della medicina moderna - questo non significa che non funziona".
Un'apertura mentale su cui potrebbe innestarsi una nuova era della medicina.


Fonte


questo oggetto è tratto da Da Cuore a Cuore
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