“L’Informazione è il fondamento di tutto”  Dr Pang Ming

Da Cuore a Cuore A.S.D.

Racconto del Prof. Pang Ming di un Incidente stradale  con trattamento delle fratture causate dall’incidente. Testi tratti dai canali cinesi di Zhineng Qigong e tradotti in italiano.

Questo dimostra che il Campo di Qì può essere modificato (attraverso l’intenzione). In situazioni di estrema urgenza tutto si gioca in un istante: quando la Coscienza si stabilizza e la mente si calma, il problema può risolversi.

Nello Zhineng Qigong ci sono già stati 4–5 casi di persone investite da automobili, ma nessuno ha riportato fratture ossee. Non vi sembra sorprendente?

Solo una volta, quando tenevo dei corsi nello Heilongjiang, l’auto su cui viaggiavo investì il nostro responsabile locale, che riportò una frattura. Era il 1988: il Campo di Qì non era ancora sufficientemente forte. Tuttavia fu anche un’opportunità, perché i facilitatori poterono fare esperienza diretta di come usare il Qigong per trattare una frattura.

Si trattava di una Crown di lusso appena acquistata, che dall’aeroporto di Harbin stava entrando in città. Il conducente commise un errore: avrebbe dovuto sorpassare e non lo fece. Io ero un po’ assopito e sentivo vagamente che qualcosa stava per accadere. Nel momento stesso in cui chiusi gli occhi, “bang!”: la Crown si schiantò contro il rimorchio di un grande camion “Huanghe”. L’auto si sollevò quasi in verticale. In quell’istante pensai: “Scendi”.  L’auto non si ribaltò, ma ricadde a terra.

La parte anteriore era distrutta, il paraurti spezzato, ma neanche un vetro si ruppe. Le portiere erano deformate. Il responsabile, seduto dietro, aveva le gambe distese in avanti; con l’urto, l’osso si lesionò fino a rompersi.

Foto tratta da internet di una Crown del 1988 

Quando sono sceso dall’auto,  le dissi di scendere anche lei. Una volta fuori, disse che le faceva male la gamba. In meno di mezzo minuto si gonfiò, ed apparve un grande ematoma: l’emorragia interna era molto seria. Guardando capii subito che si trattava di una frattura scomposta.  Le misi la mano sopra e dissi che non era niente.
Lei chiese:
“Maestro Pang, cosa sta succedendo?”
Risposi:
“L’osso ha urtato il periostio, c’è solo un sanguinamento del periostio.”

Dopo aver tenuto la mano appoggiata per un po’, le dissi di alzarsi e camminare: “Non è niente”. Camminò un po’ e il dolore scomparve. Dopo circa 40 minuti prendemmo un’altra auto, tornammo a mangiare, salì le scale e si riposò un po’.  Le dissi:
“Andiamo in ospedale a fare una radiografia, così impariamo qualcosa.”
Lei rispose:
“Imparare cosa?”
Io dissi:
“Lo capirai quando torniamo.”

Lei disse:
“Io sto già bene. Che frattura scomposta! Che sia scomposta o no, che si frantumi pure: il nostro Maestro Pang mi ha già sistemata.”

C’era anche un membro di un’associazione di ricerca ortopedica che praticava il Qigong; venne con noi.  Guardò la radiografia e disse subito:
“Bisogna ricoverarsi immediatamente e mettere il gesso.”
La responsabile rispose:
“Io sto già bene, non metto il gesso.”

Le proposero almeno degli antidolorifici, ma lei rifiutò:
“Il Maestro mi ha detto solo di fare la radiografia e tornare.”

Dopo aver visto l’esame, mi dissero che era una frattura scomposta.
Io chiesi:
“Davvero?”
“Sì.”
“Sul serio?”
“Sul serio. Non c’è da stupirsi che, quando hai messo la mano, hai detto che era solo sanguinamento del periostio. Io pensavo: se è solo il periostio, perché tenerci la mano sopra?”

Io dissi: “Appunto, volevo che imparaste qualcosa.”

In ospedale, dalla radiografia risultò chiaramente una frattura scomposta, con quattro linee di frattura ancora visibili. Il medico chiese cosa fosse successo; le dissero che era stata investita da un’auto. Chiese allora:
“Da quante settimane è successo l’incidente?”
Lei rispose:
“Alle undici di questa mattina.”

Il medico rimase molto stupito:
“Non ho mai sentito che qualcuno venga investito alle undici del mattino e alle quattro del pomeriggio stia già bene.”
Le disse con insistenza che era una frattura scomposta e che doveva essere ricoverata subito.  Lei rispose:
“Perché dovrei ricoverarmi?”

Il giorno dopo, il collega dell’associazione ortopedica corse a vederla, convinto che la gamba fosse ancora molto gonfia. Invece non c’era più gonfiore, non c’era alcun problema: camminava e lavorava normalmente. Era una frattura scomposta del malleolo esterno del piede sinistro; si era staccato anche un frammento osseo grande come un chicco di mais. Dissero che era necessario operare, altrimenti avrebbe potuto svilupparsi il cosiddetto “topo articolare”, con forti dolori.

Lei rispose semplicemente:
“Il nostro Maestro ha detto che non è niente.”

Alla fine l’osso non fu rimosso e ricrebbe da solo. Sembra proprio che anche le ossa abbiano una loro capacità di affinità e rigenerazione.

Tutti questi esempi mostrano una cosa: se il Campo di qì  del corpo non cambia, non c’è problema; quando il Campo di qì cambia, compare la malattia. Su questo punto spero che riflettiate seriamente.
Per le malattie causate da fattori esterni, la chiave è cambiare il Campo di qì che circonda il corpo: se il Campo di qì cambia, c’è malattia. se non cambia, non c’è malattia. 

Addentrarsi nel Qigong antico non rende facile uscirne

Per quanto riguarda le radici teoriche tradizionali, la presentazione può fermarsi qui. È sufficiente che sappiate che queste cose esistono. Dopo il diploma, se qualcuno desidera approfondire le Teorie tradizionali, può farlo; ma è necessario avvertire chiaramente tutti che studiare la Teoria del Qigong tradizionale è molto facile  entrarci, ma molto difficile  uscirne.

Avevo un vecchio collega, oggi scomparso. Eravamo amici ed anche compagni di pratica. Abbiamo trascorso molti anni insieme. In realtà ho avuto due vecchi amici così: uno è ancora vivo, l’altro è già morto. Questo amico aveva una cultura vastissima e una conoscenza molto profonda del Qigong tradizionale, ma non riusciva ad affrontarlo in modo flessibile. Era fortemente attaccato all’idea che la pratica del Qigong dovesse necessariamente avere una “tecnica” (un metodo formale): senza tecnica, secondo lui, non si poteva parlare di Qigong. Per questo si opponeva all’idea che anche il Confucianesimo avesse una sua forma di Qigong; per lui solo ciò che aveva una tecnica codificata poteva essere chiamato Qigong. Morì a più di sessant’anni senza essere riuscito a cogliere veramente quale fosse l’essenza della pratica, dove risiedesse la vera sostanza del Gongfu.

Noi diciamo che l’essenza del Gongfu risiede nello spirito (nella Coscienza). Gli antichi avevano ragione a sottolineare l’importanza dello spirito, ma attraverso lo studio della “dottrina della sola Coscienza” (唯识论, weishi lun) e delle teorie tradizionali del Qigong, vediamo che essi hanno assolutizzato lo spirito, elevandolo a fondamento ultimo del mondo. Questo perché non comprendevano che l’Universo è il risultato di un processo evolutivo: dall’assenza dell’uomo alla presenza dell’uomo. Credevano invece che l’uomo fosse sempre esistito e che, con l’uomo, fosse sempre esistito anche lo spirito. Quando noi parliamo della dottrina della sola Coscienza, accettiamo ciò che è razionale e correggiamo ciò che non lo è.

Quel mio vecchio amico dedicò tutta la vita a questo: iniziò a praticare Qigong a 18 anni, copiò a mano testi di Qigong per tutta la vita e morì a 67 anni, in modo piuttosto doloroso. Addentrarsi nel Qigong antico rende difficile riuscire a uscirne. Era estremamente esperto in molte scuole di pratica e padroneggiava in particolare il metodo della Scuola del Dragone (Longmen).

All’inizio del mese, durante una sessione di domande e risposte nel corso per istruttori, qualcuno mi ha chiesto:
“Maestro Pang, studiando lo Zhineng Qigong vorremmo anche apprendere un po’ di teoria classica. Quali teorie dovremmo studiare?”

Io ho risposto:
“Chi studia lo Zhineng Qigong farebbe meglio, all’inizio, a non studiare la Teoria classica del Qigong. Prima leggete Zhineng Qigong – Introduzione concisa dieci volte, poi rileggetelo altre dieci volte; solo dopo potrete pensare ad altro. Se partecipate ai corsi per corrispondenza, rileggete più volte i materiali del programma universitario.”

I testi tradizionali di Qigong collegabili allo Zhineng Qigong sono almeno diverse centinaia. Di tutte queste centinaia di libri, io ne ho distillato solo poche frasi; in molti casi le ho persino ribaltate nel significato, in altri casi le ho utilizzate direttamente. I testi antichi sono difficili da leggere; lo Zhineng Qigong ha anche “rovesciato” molte Teorie degli antichi. Se non si è capaci di fare questo ribaltamento concettuale, è facile cadere in una trappola ed esserne risucchiati.

Oggi ci sono persino alcuni dottorandi in filosofia che studiano il buddhismo e finiscono per cadere nella “trappola buddhista”, senza riuscire più a uscirne. Alla Peking University c’era un dottorando in filosofia che ho conosciuto nel 1986: dopo essersi immerso nello studio del buddhismo, non è più riuscito a venirne fuori.

Per questo spero che per alcuni anni non vi dedichiate troppo a queste cose, ma studiate bene e a fondo i nostri testi. Quando vi spiego le origini teoriche, non è per spingervi a studiare il Qigong antico, ma solo per farvi capire che la Teoria dello Zhineng Qigong non nasce dal nulla. Non è, come qualcuno dice, “una cosa inventata di sana pianta”. Ha delle radici, ha una base. Se riuscite a stabilire chiaramente questo nella vostra mente, allora l’obiettivo principale è già stato raggiunto.

Trasporto con l’intenzione (搬运)

Per aiutare tutti a comprendere questo tema, facciamo un esempio.
Le funzioni paranormali appartengono allo stato funzionale dell’intelligenza straordinaria (超常智能). Quando questa intelligenza si relaziona alle cose o agisce su di esse, non opera sulle caratteristiche locali degli oggetti, ma sulle loro caratteristiche globali.

Prendiamo il caso del trasporto con l’intenzione – Teletrasporto.
Negli anni ’80 furono condotti esperimenti in cui persone dotate di capacità paranormali dovevano spostare un magnete usando solo l’intenzione. Il magnete veniva inserito in un sacchetto di plastica lungo e sottile, spesso circa 3 cm (un tipo di sacchetto da cui era impossibile estrarre il magnete con le mani). Accanto veniva posto un secondo sacchetto identico. Il compito era: trasferire il magnete, con l’intenzione, dal primo sacchetto al secondo.

Si chiedeva alla persona di farlo lentamente.
Essa poteva percepire il processo come qualcosa che “fluttuava e si spostava”, mentre gli osservatori non vedevano nulla. Con strumenti di misura estremamente sensibili per il magnetismo, durante il processo non veniva rilevata alcuna traccia di magnetismo. Tuttavia, una volta che il magnete riappariva nel nuovo sacchetto, la sua proprietà magnetica tornava immediatamente.


Come agisce l’intelligenza straordinaria sugli oggetti?

In che modo l’intelligenza straordinaria agisce su un oggetto concreto, facendo sì che le sue caratteristiche locali scompaiano e si manifesti invece l’effetto globale?

Essa deve creare un “Tunnel della Coscienza”.
Quando la materia entra in questo Tunnel della Coscienza, le caratteristiche riconoscibili dall’intelligenza ordinaria cessano di esistere.

Nel testo L’Intelligenza Straordinaria questi aspetti verranno approfonditi.
È fondamentale comprendere che l’Hunyuan qì è un tutto, non qualcosa di frammentario o legato a singole proprietà.


Intelligenza straordinaria e “illuminazione” (明心见性)

Questo punto va chiarito bene.
In passato, ciò che nel buddhismo veniva chiamato “vedere la propria vera natura” (明心见性) era in realtà il riconoscimento, tramite l’intelligenza straordinaria, della natura dell’Yi Yuan Ti (il Campo della Coscienza).

Tuttavia, avere l’ intelligenza straordinaria non equivale automaticamente a “vedere la propria vera natura”.

Attraverso la pratica si può sviluppare prima l’intelligenza straordinaria; ma se, una volta acquisita, non si ritorna a osservare e sperimentare direttamente la natura dell’Yi Yuan Ti, se non si raggiunge quel livello di consapevolezza, non si può parlare di vera illuminazione.

Quando la pratica arriva realmente allo stato di mingxin jianxing (un’esperienza globale e totale), l’intelligenza straordinaria diventa molto potente. A quel punto, il modo di percepire la realtà quotidiana cambia radicalmente.
Nel linguaggio del Qigong tradizionale si dice:

“Vedere la montagna non come montagna, vedere l’acqua non come acqua”.

Per questo motivo, a meno che una persona che abbia realmente realizzato il mingxin jianxing non ti parli intenzionalmente a livello ordinario, le sue risposte possono sembrare prive di senso.

Se tu chiedi: “Maestro, come si pratica per vedere la propria vera natura?”

Potrebbe risponderti: “Ti stanno crescendo peli di maiale sulla testa”.

Perché?
Perché nell’intelligenza straordinaria, anche i peli di maiale sono un “tutto”, un’unità di Qi, così come lo è l’illuminazione. A quel livello, tutto condivide la stessa natura globale.

Qualsiasi cosa egli dica è corretta, perché parla sempre dal punto di vista dell’insieme.
Se tu non percepisci quel livello, le sue parole ti sembreranno strane o insensate.

Al contrario, quando una persona comune parla, si aggancia subito alle caratteristiche locali degli oggetti. Ad esempio, dire che “questa penna è elettroplaccata” significa già scendere nel dettaglio, nella proprietà parziale. In quel momento, si è già usciti dall’insieme.

Per questo si dice: “Appena apri bocca o muovi la mano, sei già fuori strada”.


 

Zu Chang, il Campo di Qì del Zhineng Qigong, è composto dallo Hunyuan Qì che si genera dall’unione del Qì del Maestro, con il Qì del mondo naturale e il Qì di ogni essere vivente.

Web Master Maria Grazia Mauri – Tutti gli articoli sono di Maria Grazia Mauri