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Reiki all'Ospedale di Asti






Nel 2008 è stata avviata una ricerca scientifica nel reparto oncologico dell'ospedale Cardinal Massaja di Asti sull'efficacia dei trattamenti Reiki per gli ammalati sottoposti a chemio o radioterapia.

Prima di iniziare, ecco il testo di una interrogazione regionale:

Interrogazione n. 1766, PRATICHE REIKI.
Presentata il 19/09/2007


Tuttavia, dal 07/01/08 si effettuano trattamenti Reiki su alcuni pazienti nel reparto di Oncologia.
Questa ricerca è stata approvata dal Comitato etico di Alessandria, il reparto oncologico dell'ospedale è diretto dal primario Franco Testore, è proprio grazie alla Sua umanità ed apertura mentale che il Reiki è disponibile in questo ospedale.




Ovviamente, dopo pochi giorni di trattamenti Reiki nell'ospedale, si è alzata forte una voce, quella del Cappellano dell'ospedale, Don Claudio:
"Guardatevi da quei massaggi. Sono contro la fede"

Articolo qui





Pubblichiamo una parte del libretto informativo nato in seguito agli svariati articoli apparsi sui giornali. Con tale sintesi non s’intende rispondere o polemizzare, ma semplicemente chiarire lo svolgersi, la natura, l’intento e la motivazione del progetto.

LA STESURA INTEGRALE È A DISPOSIZIONE DI TUTTI I PAZIENTI PRESSO IL REPARTO DI ONCOLOGIA.

COME NASCE IL PROGETTO


Dopo essere venuti a conoscenza dell’utilizzo del Reiki da parte di varie strutture ospedaliere nel mondo, nasceva l’idea di introdurre il Reiki anche presso i pazienti oncologici dell’Ospedale di Asti. Il 16 febbraio 2007, tale idea veniva proposta da parte di 12 operatori volontari (diventati poi 21) dello Studio Rebis al Direttore della S.O.C. di Oncologia Dott. Franco Testore, e per conoscenza al Direttore del Polo Oncologico di Asti.

Di seguito, nel mese di marzo, tale proposta veniva sottoposta all’attenzione del Direttore Sanitario dei PP.OO.RR, al quale si evidenziavano e si documentavano le origini, le finalità e gli effetti attinenti al Reiki, sottolineando che tale iniziativa non avrebbe comportato né aggravi lavorativi per il personale né oneri economici per l’A.S.L o per il paziente.

Il Dott. Franco Testore, al fine di testare l’eventuale beneficio della tecnica sui pazienti che volontariamente avrebbero deciso di sperimentarla, attivava uno studio che sottoponeva al vaglio del Comitato Etico territorialmente competente (Comitato Etico dell’Azienda ospedaliera SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria). Il Comitato Etico, il cui ambito è la valutazione dell’eticità e della valenza scientifica degli studi, e senza l’approvazione del quale non è possibile svolgere studi nelle strutture ospedaliere, nell’ottobre del 2007 esprimeva il proprio parere favorevole alla conduzione dello studio.

Nel gennaio del 2008 gli operatori, dopo essersi messi in regola con le polizze assicurative, con l’idoneità sanitaria rilasciata dal SMLO e dopo aver avuto l’autorizzazione da parte della Direzione Sanitaria all’utilizzo di alcune stanze libere da attività di reparto presso la SOC di Oncologia, iniziavano la loro attività.

IN COSA CONSISTE

In seguito a preventiva valutazione clinica da parte dell’Oncologo e benestare del Primario e dopo aver concordato l’orario, subordinato alle terapie mediche, con il personale medico e di sorveglianza, i pazienti che hanno espresso la volontà di poter fruire della tecnica Reiki, come affiancamento alla terapia tradizionale, iniziano i trattamenti.
La pratica consiste in due trattamenti settimanali intervallati, l’uno dall’altro, da un periodo di sospensione che varia da un minimo di due giorni ad un massimo di tre.

Ad ogni paziente si sottopone, fin dal primo trattamento, un questionario sulla qualità della vita validato EORTC (European Organisation for Research and Treatment of Cancer), normalmente in uso presso i reparti di oncologia, il quale sarà compilato, dal paziente stesso, ogni quattro settimane per quattro mesi consecutivi. Lo scopo di tale strumento è valutare eventuali variazioni nella qualità della vita dei pazienti che si sottopongono ai trattamenti.
Non vi è nessun obbligo da parte del paziente il quale può desistere in qualsiasi momento dal progetto inoltre, in accordo con il responsabile degli operatori, per necessità del paziente stesso o attestazione da parte del medico di un notevole miglioramento, i trattamenti si possono ridurre a uno la settimana.

A conclusione dei quattro mesi, tempo sufficiente per ottenere un dato statistico attendibile, vi sarà una valutazione conclusiva la quale stabilirà, in percentuale, gli effetti e i miglioramenti qualitativi sulla vita del paziente.

I trattamenti si svolgono nelle stanze assegnate, nella penombra e con un sottofondo musicale per favorire il rilassamento. L’operatore, dopo aver invitato il paziente a rilassarsi supino, pone le mani su alcuni punti specifici del corpo del soggetto; le mani possono essere a contatto oppure leggermente sollevate, dipende dai punti da trattare. Dopo aver trattato la parte anteriore con la prima e seconda fase, si invita il paziente, se possibile, a girarsi prono per passare alla terza fase. Al termine si offre al paziente un bicchiere di acqua naturale onde smaltire eventuali tossine.

I PAZIENTI INTERESSATI AL PROGETTO SONO PREGATI DI RIVOLGERSI AL DR. FRANCO TESTORE – REPARTO DI ONCOLOGIA.

Si comunica, inoltre che tutti i mercoledì dalle ore 16.00 alle ore 18.00, presso il reparto di oncologia, gli operatori sono a disposizione dei pazienti per qualsiasi chiarimento relativo al Reiki.

Fonte: Studio Rebis




L’Associazione “La via del cuore” nasce nel giugno 2008 dall’iniziativa di 6 soci fondatori e, da subito, si mette al servizio dei pazienti del reparto di Oncologia dell’ospedale di Asti.
Dei 70 volontari attualmente associati, 20 sono impegnati “sul campo” e prestano servizio al “Cardinal Massaia”: 4 coinvolti nelle attività di accoglienza ospedaliera, 2 nell’intrattenimento ed assistenza ai pazienti durante le terapie oncologiche e 14 come operatori nel Progetto Reiki attivo nel day hospital oncologico.
Presidente: Sergio Tacchi
Info: 328.7404399
e-mail: stellasirio©alice.it
www.laviadelcuore.at.it

Fonte: A.S.L. AT - Azienda sanitaria locale di Asti








«Il trattamento Reiki può nascondere molti pericoli»

Inserita il 7/3/2008


ASTI - Dalla prima pagina del periodico astigiano "La nuova provincia" Enrico Baccella, responsabile della chiesa evangelica di via Parini ad Asti, esprime, in un'intervista, il suo parere sulle pratiche di medicina alternativa come il Reiki, «assolutamente incompatibili con i principi della fede cristiana».

«Le pratiche di medicina alternativa come il Reiki, nascondono ambiguità insidiose, che possono provocare effetti negativi e pericolosi. Inoltre, come tutte le discipline che hanno radici nelle filosofie orientali, sono assolutamente incompatibili con i principi della fede cristiana». A mettere in guardia dall'approccio a questo genere di terapie alternative è Enrico Baccella, membro responsabile della Chiesa Cristiana Evangelica di via Parini.
Il suo intervento fa eco alla presa di posizione del cappellano dell'ospedale di Asti, don Claudio Sganga, contro l'introduzione, dalla scorsa estate, dei trattamenti Reiki nel reparto di Oncologia, di cui è primario il dottor Franco Testore, per verificare scientificamente il loro impatto sui malati di tumore (ad oggi sono sedici quelli che hanno iniziato la sperimentazione).

Nello specifico, si tratta di un presunto metodo di guarigione olistico (che interessa cioè spirito, corpo e mente), di origine giapponese, basato sull'invocazione di energie cosmiche, ritenute sananti, attraverso l'imposizione delle mani in determinate parti del corpo, provocando così vibrazioni e calore dal presunto potere terapeutico e rilassante.

Quali pericoli si nascondono dietro queste pratiche? «Secondo diversi approfondimenti in materia, consultabili in internet, dopo una sensazione iniziale di apparente beneficio, che a volte risulta preceduta da un senso peggiorativo del proprio stato, possono manifestarsi scompensi psicologici e della personalità, che nei casi peggiori degenerano in una sorta di "dipendenza" e addirittura in forme di plagio. Sovente i praticanti sono spinti ad approfondire la conoscenza di queste tecniche all'interno di associazioni che presentano caratteristiche simili a quelle delle sette. Questo meccanismo è alla base di molti inganni. Inoltre, possono determinare un allontanamento dalle cure tradizionali. Non da ultimo, i corsi intrapresi in certe sedi hanno sovente costi elevatissimi. In particolare, so di una persona che sta subendo conseguenze drammatiche per il coinvolgimento di un familiare in un percorso di questo tipo».

Dal punto di vista religioso, in quali insidie incorrono i cristiani? «Il rischio è quello di allontanarsi dalla fede e di addentrarsi in realtà occulte che sfuggono al controllo dell'uomo. Infatti, secondo le Sacre Scritture tutte le pratiche che prescindono da Dio, come quelle derivanti dalle filosofie orientali, indipendentemente da come si presentano, annullano la relazione tra Dio e l'uomo, inducendo i praticanti a credere di bastare a se stessi in nome di una pseudo onnipotenza umana».

Per quale motivo si ricorre a queste discipline? «Solitamente, perché si vive un momento particolarmente drammatico della propria esistenza, legato ad un malessere psicologico, spirituale o ad una malattia, senza riuscire a trovare nella religione una risposta ai propri problemi. Inoltre, gioca un ruolo importante l'ignoranza sull'origine e la natura di queste tecniche».

Qual è l'alternativa religiosa a questo genere di pratiche? «La comprensione e la ricerca della fede».

In che modo? «Credere che quello che Dio dice è vero e riconoscendo che solo in Cristo Gesù c'è salvezza e guarigione eterna, anche se non sempre terrena. In altre parole, chi vive la fede in Dio non ha bisogno di affidarsi ad altre dottrine. Personalmente ho sperimentato la forza della relazione tra Dio e l'uomo proprio durante la malattia di mia moglie Bianca, colpita dal cancro e scomparsa nel 2005. In sua memoria, ho scritto un libro, intitolato "Perché non a me?", in cui invito le persone a riflettere sul modo di rapportarsi con la malattia, la sofferenza e la morte».

Perché ha scelto questo titolo? «È una frase pronunciata da mia moglie: con quelle parole ha voluto dirmi che la sofferenza non fa preferenze e che Dio non abbandona chi ha fede in Lui, proprio attraverso il pe4rcorso e le circostanze di vita che permette».

da: La nuova provincia
data: 4 marzo 2008

Fonte




Santa Pazienza....è il caso di scriverlo!

Una testimonianza a favore del Reiki

Ciao, l'articolo che vi ho riportato è stato pubblicato su La Stampa del 1° febbraio. Con 2 articoli, sia nella cronaca generale che in quella locale (Asti). Il 2 febbraio è apparso un articolo con una puntualizzazione del vescovo di Asti, mons. Ravinale: "C'è una distanza abissale tra questa pratica e la fede cristiana. Per quanto riguarda la dottrina non posso che confermare quanto scrive il cappellano dell'ospedale, ma quanto all'uso terapeutico, sarà il medico stesso ad assumere la responsabilità della sua validità scientifica". Nessun commento ufficiale da parte della diocesi astigiana.

Quello che invece è avvenuto nei giorni successivi, fa (a mio avviso) ben sperare. Infatti lo spazio "La posta dei lettori" sempre nella cronaca astigiana, è stato occupato per l'intera settimana da repliche a questi articoli. Non ve li riporto, ma in sintesi sono stati commenti di chi pratica reiki, di chi si fa trattare con il reiki (alcuni proprio all'interno dell'ospedale di Asti) ed anche di un fermo sostenitore della teoria. Si! Solo uno che si sia detto d'accordo con il cappellano dell'ospedale. Ora, anche se gli interventi fossero stati a metà dei due schieramenti (ma, ci tengo a sottolinearlo, così non è stato) trovo comunque confortante che il discorso abbia suscitato interesse. Vuol dire che non siamo più disposti ad accettare per buone dottrine indotte, che agiamo e pensiamo di nostra testa. Si, anche quel signore che ha difeso la sua posizione, a mio avviso un po' bigotta, ma degna di rispetto come qualunque altra.
Non è bellissimo tutto ciò? Non è segno che forse, forse ci stiamo svegliando da un torpore secolare?

Fonte




Altri articoli in merito:

Nessuna crociata ma seria riflessione

Niente massaggi, siamo cattolici

Ma non solo, c'è anche chi si preoccupa così tanto (contro il Reiki) da scrivere una tesi:
Tesi di Licenza in Teologia (laurea) sul REIKI di don Fabio Arlati.

Meno male che questo signore, invece scrive:

Il Reiki mi ha dato la forza di vivere












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