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Psicologia e Reiki



Unità Operativa di Psicologia
Istituto Nazionale Tumori


Struttura Complessa di Psicologia
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano




Touch Therapy e malati oncologici


Durante lo scorso anno sono state effettuate 30 sessioni di touch therapy. Ogni sessione dura 2 ore e hanno partecipato 6 pazienti per ogni incontro.

In psico-oncologia esistono diverse terapie a mediazione corporea dirette (Reiki, massaggio cranio-sacrale, massaggio connettivale, TherapeuticThouch ec) e indirette (Rilassamento Muscolare Progressivo, quello secondo Schulz, ipnotiche, Terapia Immaginativa di Simonton, pratiche meditative, Tai Chi Chuan).

Nel nostro Istituto se ne utilizzano diverse e tra quelle dirette il Reiki assume un ruolo importante. Per la sua attuazione ci si avvale di operatori che prestano il loro volontariato presso la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. Il Reiki è una forma di touch Therapy e ha le sue radici nel buddismo tibetano.

Sta a significare l’unione dell’energia sottile presente in tutte le forme viventi con quella soggettiva.

Tuttavia nella nostra esperienza è visto esclusivamente come una forma di contatto dolce, contenitivo e rilassante più che come tecnica energetica/spirituale. L’intervento chirurgico ma anche le varie terapie possono essere vissute dal paziente come una forma di aggressione che il corpo subisce. La parte malata può essere vissuta in modo conflittuale, caricata affettivamente e simbolicamente.

Le scienze biologiche e mediche in generale hanno considerato il corpo soltanto nel suo primum biologico, scomponibile in parti, organi, funzioni.

In psicologia ciò che interessa non è il dato biologico considerato quale oggetto in sé, ma piuttosto l’esperienza corporea da intendersi sia come rappresentazione psichica basilare per la costruzione soggettiva della realtà, sia come modalità individuale di vivere la propria corporeità e le esperienze associate.

La proposta di un lavoro diretto dolce e contenitivo sul corpo dei pazienti può indurre un piacevole stato di distensione psico-fisica, avvicinare dolcemente il problema dell’eventuale alterazione dell’immagine corporea, sperimentare accoglienza, distensione, ascolto, empatia e pace interiore.

Toccare una persona è un’esperienza che attiva contemporaneamente molteplici dimensioni: quella organica/biologica, quella relazionale, quella immaginativa ed energetica e nei malati oncologici si possono suscitare molteplici e complesse emozioni. Per tale ragione alle sessioni di gruppo di touch Therapy è sempre presente lo psicologo che accoglie, stimola e analizza il feedback dei malati cercando di integrare l’esperienza della touch therapy all’interno del percorso umano e psicologico che la malattia e le terapie hanno suscitato in ognuno di loro.

1 Febbraio 2006, Marcello Tamburini



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