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COSA SUCCEDE DURANTE UNA ARMONIZZAZIONE (ATTIVAZIONE) REIKI
di Maria Grazia Mauri




Per collegarci all’Energia Universale del Reiki è necessario ricevere quella che viene chiamata “iniziazione, armonizzazione o attivazione Reiki”, infatti la prima trasformazione in noi, avviene grazie a questa armonizzazione energetica che ci permetterà di connetterci alla “fonte” del Reiki.

In questa fase avviene qualcosa di molto particolare: l’insegnante di Reiki entra in risonanza, per empatia, con l’allievo. Tramite una tecnica arcaica, il Reiju (attualmente uso quella del Komyo Reiki, ma ce ne sono molte altre, funzionano tutte!), si risvegliano nel futuro operatore Reiki, quelle potenzialità latenti che una volta destate, saranno in grado, con la pratica e la costanza, di spingere l’allievo verso livelli di coscienza superiori.

In sostanza, l’insegnante risveglia nell'allievo la consapevolezza di quello che già possiede ed è, l’attivazione accresce le grandi capacità della persona che la riceve, diventa un mezzo per lavorare su se stessi, con costanza e pratica, ma solo se c’è la volontà di migliorare, di procedere nella crescita personale...
L'Energia scorre, è ovunque, fluisce, l’armonizzazione ha lo scopo di riportare nuovamente al livello della coscienza.

Il Reiki è una opportunità di crescita, un processo di spiritualizzazione e una “costruzione” come quella dell’albero: più estende i suoi rami verso il cielo, più in profondità allunga le sue radici nella terra.
La natura del Reiki, si rivela continuamente, ogni volta che la usiamo.

Entriamo nei dettagli, nel “vivo” della tecnica di armonizzazione.

Cosa succede, come ci accomodiamo e come procede l’insegnante Reiki?

Queste sono le domande che spesso vengono poste all’insegnante di Reiki da chi si avvicina a questo percorso energetico.

La tecnica impiegata per l’armonizzazione è quella che l’insegnante avrà scelto di utilizzare, in base al suo percorso, alla sua formazione e al suo lignaggio energetico. Funzionano tutte, l'ho già scritto sopra, ad essere fondamentale nella armonizzazione è l’intenzione ovvero “il sentiero che conduce alla creazione”.
Nessun fenomeno può verificarsi, senza un pensiero intelligente che lo preceda, l’intenzione è simile ad un’energia globale in grado di influenzare qualsiasi cosa si trovi lungo il suo percorso. Molti esperimenti dimostrano che noi esseri umani contribuiamo davvero alla creazione della nostra realtà in un modo serio e concreto, e quando dirigiamo l’attenzione verso un dato luogo, in un determinato momento, attiviamo la nostra consapevolezza.

Esprimo sempre l'intenzione, prima di iniziare l'armonizzazione, che questa avvenga per il massimo bene della persona che intraprende questo cammino, non sono la sola a farlo, sicuramente anche altri insegnanti esprimono la stessa intenzione, davanti ai loro allievi.

Ogni insegnante, prima di iniziare l’armonizzazione, esegue le procedure che ha elaborato. C’è chi prega, medita o chiama vicino a sé le sue guide spirituali, si affida a Dio, a Usui, a Padre Pio, o a chi ritiene in grado di aiutarlo e accompagnarlo durante questo meraviglioso percorso, spesso accende anche candele e incenso. Moltissimi usano un sottofondo musicale, durante l’armonizzazione.
Non sono procedure indispensabili, ma possono essere azioni fondamentali per coloro che credono nel loro significato.

Solitamente il ricevente si siede su una sedia, con la schiena dritta e libera da vincoli, di solito si evitano posizioni in cui la spalliera della sedia sia di intralcio per la schiena durante l’armonizzazione. La maggioranza degli insegnanti iniziano con alcuni minuti di meditazione o contemplazione, ciò è utile all’insegnante per concentrarsi e per predisporre l’allievo nello stato d’animo migliore per ricevere l’armonizzazione.
L’insegnante chiederà all’allievo di chiudere gli occhi durante l’armonizzazione, e inizierà a muoversi, imporrà le mani sulla testa, sulla fronte, ed in altre parti. Userà dei mudra, si muoverà armoniosamente e semplicemente, alcuni soffiano anche o picchiettano.

In quel momento, non ci sono più due entità separate, ma una sola entità.

Qual è il segreto della trasmissione del Reiki, cosa avviene durante una armonizzazione?


Il Rev. Inamoto durante un Reiju
Immagine tratta da http://www.realizinghealth.com


Le teorie lo spiegano fino ad un certo punto, e l’aspetto spirituale di quest’opera rimane tuttora misterioso.

La scienza ha a che fare con i modelli, non con la realtà che si rivela molto più vasta, complessa ed elegante di qualsiasi modello scientifico che la rappresenti. Oltre al regno delle cose materiali, c’è un altro regno, più potente. L’essere umano è qualcosa di grandioso, se la scienza fosse in grado di collegarsi al pensiero del sapere ermetico, forse potrebbe fare passi da gigante.

La concezione ermetica dell’Universo era basata sulla interconnessione tra le sue parti, il microcosmo ed il macrocosmo. E nell’annunciare l’interdipendenza tra l’uomo e le stelle, fra il cosmo e le sue leggi, l’ermetismo riteneva che “ su come giù, a destra come a sinistra, dentro come fuori, l’Universo è UNO ed infinito”.

La fisica dei quanti ci conferma che esistono infiniti regni dell’esistenza e tutti fanno parte dell’uno indivisibile, ma la razionalità della scienza convenzionale rifiuta l’unità e sostiene la tesi delle parti slegate, limitando la fiducia della mente umana. Tutto ciò porta con sé la percezione della limitazione, dell’impotenza e della mancanza di significato. Noi cerchiamo soluzioni individuali e non comprendiamo pienamente che tutto è legato, ed a pagare il prezzo di questa illusione è l’intuizione, che non può liberarsi con la forza della propria Energia e spesso si nega anche l’esistenza dello spirito.

Gli esseri viventi sono tutti collegati in una sfera comune, chi pratica Reiki lo sa, per mezzo di questo collegamento siamo in grado di inviare energia a distanza. Così come accade alle particelle gemelle della fisica atomica che vibrano contemporaneamente al medesimo livello vibrazionale e si comportano come se fossero un unico essere vivente, anche nel Reiki, durante una armonizzazione, l’insegnante vibra in contemporanea ed al medesimo livello vibrazionale con chi armonizza.



Per tentare una interpretazione di quello che succede durante una armonizzazione, mi allaccio a Ruper Sheldrake e alla sua teoria del Campo Morfogenetico.

Sheldrake è un ricercatore inglese, ha studiato prima alla Cambridge University e al Clare College, in seguito è diventato capo ricercatore di biochimica della crescita delle piante, dell’evoluzione e invecchiamento cellulare, delle stesse. Sheldrake ha svolto ricerche approfondite sulla flora delle foreste nel sudest asiatico e sulla possibilità di vita vegetativa nei terreni semi aridi, ma studia anche l’evoluzione delle piante, degli animali, le capacità sottili degli animali e dell’uomo (fra cui la telepatia) ed anche, in un modo approfondito, la filosofia e le scienze tradizionali, che lo hanno portato ad un drastico cambiamento interiore e alla presa di coscienza dell’aspetto spirituale della vita.

Sheldrake ha scoperto sperimentando, che tra diversi esseri viventi sussistono rapporti che sfuggono a qualsiasi interpretazione logica, e che per mezzo di questi rapporti è possibile che si realizzino collegamenti transpersonali, senza la necessità di trasmettere informazioni in forma diretta. Sheldrake sostiene quindi che i sistemi sono regolati, oltre che dalle leggi conosciute dalla scienza fisica, anche da questi campi organizzativi invisibili.

I campi morfogenetici, così sono stati chiamati, sarebbero responsabili della forma e dell’organizzazione specifica dei sistemi a tutti i livelli di complessità, non solo in biologia ma anche in chimica ed in fisica. I campi morfici di ogni sistema influenzano i sistemi successivi mediante un processo chiamato risonanza morfica, ciò non avviene solo all’interno di un sistema definito, come una pianta o il corpo di un animale.

Se un membro di una specie biologica apprende un nuovo comportamento, il campo morfogenetico per la specie cambia lievemente. Se il comportamento viene ripetuto abbastanza a lungo, la sua “risonanza morfica” si immagazzina ed incomincia a influenzare l’intera specie. Più individui della stessa specie imparano ad effettuare un nuovo compito, più potente diverrà questo loro campo morfogenetico e più facilmente gli altri individui della specie impareranno a eseguire quel compito.

Sheldrake ritiene che non soltanto i suoni, ma anche gli avvenimenti creano risonanze, una volta creato un campo morfogenetico, influenza dal primo momento ogni luogo, ignorando i limiti spazio temporali.

I campi morfici di Sheldrake non sono di natura elettromagnetica e differiscono da quelli conosciuti nella fisica, non sono quindi campi di possibilità quantistica e non riguardano l’insorgere di particelle o simili, ma sono qualcosa di più complesso, sono campi di informazione sottostante allo sviluppo e crescita di ogni cosa, campi che sottendono al perché della forma e disposizione delle cose, al perché forme simili si ripetono in natura (cristalli, piante, ecc.).

Nelle tradizioni buddista e induista, si dichiara che, per mezzo di una iniziazione o della trasmissione dei mantra e altri rituali, l’iniziato entra in contatto con il Maestro e con tutti quelli che lo hanno preceduto.

Ciò si applica, per esempio, anche sul posto di lavoro, in famiglia, in una squadra di calcio, ecc.ecc. Se siamo parte di un gruppo, entriamo in risonanza con le loro esperienze passate e presenti. Alcuni esperimenti scientifici dimostrano che il pensiero di un gruppo di persone ha un’influenza misurabile sull’Umanità, questo avviene perché i campi morfici sono collegati fra di loro, e lo sono in un tempo al di fuori di quello lineare, un tempo della memoria presente, che porta con sé informazioni necessarie al disegno creativo delle cose, anche delle più piccole e insignificanti.

Per ogni cosa esiste un corrispondente campo che si relaziona al resto dell’Universo, se pensiamo al nostro corpo, ogni atomo possiede un proprio campo morfogenetico, questo è contenuto nel campo morfico della cellula che va a costituire quello dell’apparato corrispondente, poi del corpo stesso e dell’individuo nella sua complessità. Questo campo influenza il sistema umano e sociale in cui l’individuo vive, che fa parte della terra, del sistema solare, della galassia e così via….

Molti avranno sentito parlare del dott. Masaru Emoto che ha perfezionato la teoria dei campi morfogenetici con alcuni esperimenti effettuati sull’acqua. Così come l’acqua reagisce alle parole, alla musica o alle preghiere, anche Shaldrake è convinto che se una buona parte dell’umanità giungesse ad un certo livello di consapevolezza spirituale, questa stessa consapevolezza si allargherebbe per risonanza morfica ad altri gruppi, trascinando di conseguenza l’intero sistema.

Grazie!


Quindi i campi morfogenetici segnalano che la coscienza umana influisce sull’ambiente circostante, questo rivela, molto probabilmente, che possiamo anche cambiare il mondo in ogni momento.

Se applichiamo la teoria di Sheldrake allo sviluppo degli stati di coscienza più elevati, come il Reiki, possiamo comprendere che più numerosi sono gli individui che incominciano a elevare il proprio stato di coscienza, più forte diverrà il campo morfogenetico per stati più elevati, e più facile sarà per gli altri muoversi poi in quella direzione.

Però…la sola Energia in grado di portare beneficio è quella del cuore, non quella della mente, sappiamo che il cuore umano genera il campo energetico più ampio e potente di tutti quelli generati da qualsiasi altro organo del corpo, compreso il cervello all’interno del cranio.

L’armonizzazione Reiki, nonostante quello che si crede e si scrive in merito, spesso ad opera di chi non ha conoscenza diretta della disciplina, non è un atto magico, ma un atto d’Amore e l’Amore nasce dal Cuore.

I campi elettromagnetici generati dal Cuore permeano ogni cellula e possono agire come un segnale sincronizzatore per il corpo in maniera analoga all’informazione portata dalle onde radio. L’evidenza sperimentale dimostra che questa energia non solo è trasmessa internamente al cervello ma è anche recepibile da altri che si trovino nel suo raggio di comunicazione.

I campi interagiscono con altri in prossimità del corpo, compresi i campi di altre persone, questo principio è chiamato “induzione”, un campo magnetico può avere effetti su un altro, modificandolo e cambiando l’intensità energetica. Il campo biomagnetico di una persona influisce su quello di un altro, con possibili effetti sul suo benessere e sul funzionamento di organi e tessuti.

Noi umani siamo simili ad una torre di trasmissione, il cuore è il suo trasmettitore…..ed il Reiki si trasmette anche da Cuore a Cuore,


“Da me a te, da me in quanto spirito, a te in quanto spirito”

Il Cuore può comprendere in un attimo.

Maria Grazia Mauri




Bibliografia: Scienza e Conoscenza Febbr.2009, Nr. 27







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