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Reiki nei reparti oncologici benefici nel 98% dei casi

Reiki in ospedale, anche in Italia


Ebbene sì, mentre il solo fatto di parlarne espone alle solite critiche precostituite, almeno negli ambienti della medicina ufficiale, il Reiki di fatto viene praticato anche nei nostri ospedali, con buoni risultati.

A Torino per esempio. Apprendiamo che alcuni operatori Reiki sono stati invitati a lavorare presso il reparto di Oncologia medica dell'ospedale San Giovanni Battista di Torino, per dare sollievo ai pazienti ammalati di cancro che si recano in quel centro per fare la chemioterapia.

Viene riportato che 118 pazienti hanno ricevuto almeno una sessione di Reiki di mezz'ora, e in alcuni casi fino a 4 sessioni.
I ricercatori hanno misurato il grado di ansia, dolore e benessere generale prima e dopo il Reiki. E si sono accorti che, soprattutto nelle persone che avevano ricevuto 4 sessioni, il Reiki riduce nettamente lo stato d'ansia e dimezza il dolore.

Si riferiscono inoltre benefici sul rilassamento, sulla sensazione di benessere e sulla qualità del sonno.

In situazioni di questo genere, quando il mondo sembra sul punto di crollarti addosso, un aiuto così importante dovrebbe essere tenuto in grande considerazione.
Ma non è un farmaco, i pochi soldi disponibili sono appetiti da molti, e tutto è lasciato alla sensibilità e all'apertura mentale di alcuni operatori sanitari "illuminati".

Che, per fortuna, esistono.

Am J Hosp Palliat Care. 2011 Oct 13


Fonte




01/02/2007


Reiki nei reparti oncologici benefici nel 98% dei casi

Alle Molinette parte il nuovo corso di formazione per operatori volontari


Fonte: www.lastampa.it






TORINO Il reiki in ospedale produce benessere psico-fisico e riduzione del dolore in quasi tutti i pazienti a cui viene praticato. Lo si evince dai risultati ottenuti sui 27 pazienti del day hospital oncologico delle Molinette di Torino trattati tra settembre 2004 a giugno 2005 dai volontari dell’ associazione Cerchiodiluce.

L’ esperienza è stata giudicata utile, tanto che ora parte un secondo corso di formazione per operatori reiki volontari da inserire in ospedale.
Lo studio effettuato sull’ efficacia del reiki - pratica orientale di contatto con le mani abbinato alla meditazione - in integrazione alle terapie nei pazienti con neoplasie avanzate (che hanno tenuto un diario su cui appuntavano tutti gli effetti percepiti) rivela che i 94 trattamenti eseguiti hanno portato beneficio nel 98% dei casi.

Il benessere è prodotto da un effetto di rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell’ umore: lo stato emotivo di tranquillità in alcuni casi si protrae anche per alcuni giorni successivi al trattamento.
Nel dieci per cento dei casi analizzati si è anche rilevata una diminuzione della sintomatologia dolorosa, anche se non vi sono dati rispetto alla terapia antidolorifica assunta o meno dai pazienti. Alcuni pazienti hanno riferito anche di aver notato un miglioramento della qualità del sonno.

I dati di questo studio confermano che il reiki influisce positivamente sia come aiuto psicologico nell’ affrontare le terapie, negli stati d’ ansia e depressione, sia come supporto integrativo al trattamento antalgico.
I trattamenti prevedevano quattro sedute gratuite per ogni paziente indicato dal personale infermieristico, in tutto ventisette (19 donne), di età compresa tra i 30 e i 70 anni.

Per otto malati le terapie in day hospital si sono interrotte prima.

«Partendo da questa analisi dei dati in nostro possesso - dicono i volontari di Cerchiodiluce - è nata l’ idea di continuare il progetto.
La raccolta d’ informazioni verrà effettuata con una nuova scheda che ci permetta di valutare in modo più sistematico i risultati». Sabato verrà presentato un nuovo corso per operatori reiki volontari all’ ospedale Molinette di Torino.

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