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Reiki e Tennis


Novak Djokovic “L’eccellenza è fatta di dettagli”

Pochi hanno notato le molte inquadrature agli Internazionali di Roma fatte ai piedi di Nole. Le telecamere inquadravano un simbolo Reiki che il n°1 del mondo aveva stampato sulle scarpe. Quindi il Reiki si aggiunge alle molte discipline che fanno di Nole il n°1 al mondo. In fondo per lui vivere come giocare a tennis è un’arte, un po’ come suonare il violino

di Anna Lamarina, @annalamarina 20/05/2016, 18:15

FONTE DA CUI E' STATO TRATTO L'ARTICOLO
http://www.tenniscircus.com/

E’ il n1 del tennis mondiale da quasi tre anni. Non ci sono parole per descriverlo. Il suo tennis rasenta la perfezione e lui infatti è stato spesso soprannominato “Robo-Nole”. Determinato fin da bambino a diventarlo- ci sono dei video in cui Nole-bambino dice chiaramente che vuole diventare il n°1 del mondo- Novak Djokovic è stato per un lungo periodo il n3 dietro agli infiniti e per allora irraggiungibili Nadal e Federer.

UN INCIDENTE GLI HA FATTO INTRAVEDERE LA VIA Poi, nel 2010 dopo una brutta sconfitta in cui ha quasi perso i sensi in campo contro Jo Wilfred Tsonga, per Nole è cominciata la seconda, e più importante, parte della sua carriera. Sotto la guida del nutrizionista Igor Cetojevic ha infatti eliminato dalla sua dieta dei cibi che, a causa delle sue intolleranze, per lui erano come veleni e cioè il glutine, in primis ma anche gli zuccheri raffinati e i latticini.

Oltre alla dieta che vista nella prospettiva di oggi è risultata essere di fondamentale importanza per il suo tennis (solo un anno dopo la fatidica sconfitta era diventato n1 del mondo-il famoso 2011 di Nole) Djokovic ha cominciato a fare yoga, a praticare il tai chi e a leggere libri di filosofia più che altro orientale.


Foto: Il Cho-Ku-Rei sulla scarpa di Novak Djokovic (Guliver/ Matthew Lewis/Getty Images)


LA DIFFERENZA NEI DETTAGLI “Questo sport è individuale e difficilissimo, dal punto di vista fisico e mentale” dice il n°1 del mondo che per la concentrazione pratica il mindfulness, un tipo di meditazione che non cerca il vuoto della mente ma che lascia liberi i pensieri per arrivare alla consapevolezza e al superamento delle negatività. “Il segreto del mio sangue freddo? E’ il risultato di un lungo processo che ha portato alla mia maturità come uomo e come giocatore. E’ arrivato con l’esperienza delle partite giocate ad alto livello. La mia volontà di vincere e il mio obiettivo mi hanno portato a dare il meglio sul campo, trovando nuove motivazioni e ispirazioni”
La differenza per quanto riguarda Nole , la fanno i dettagli e infatti è proprio sui dettagli che il serbo ha basato i propri successi. Tutta questa attenzione ai particolari gli hanno permesso di riuscire a svolgere allenamenti mirati a raggiungere un’ incredibile facilità negli spostamenti, core balance e flessibilità muscolare e articolare eccellenti.
ADESSO SI PARLA ANCHE DI REIKI Da qualche giorno però c’è un nuovo “particolare” che è emerso parlando del n1 del tennis. La regia internazionale, infatti, durante la finale agli Internazionali di Roma ha spesso indugiato a inquadrare i piedi di Nole. E’ quasi passato inosservato ai più il “simbolino” sulle scarpe di Nole.
Questo “simbolino è infatti uno dei simboli del Reiki, antichissima filosofia giapponese, e precisamente si tratta di Cho Ku Rei. Il Reiki è una via spirituale per conoscersi meglio e per vivere la vita con serenità e gioia. I quattro simboli del reiki sono il Cho-Ku-Rei, il Sei-He-Ki, l’Hon-Sha-Ze-Sho-Nen e il Day-Komyo. Il Cho-Ku-Rei notato sulle scarpe del numero 1 del mondo, può essere letto come “energia che viene da me”. Nella tradizione nipponica il simbolo è una sorta di nuvoletta del buon auspicio, e si utilizza per richiamare e accumulare energia, per stimolare la forza fisica, e per proteggere il corpo da infortuni. Ma in fondo come afferma lo stesso Djokovic in un’intervista a “Le Figaro” per lui la vita deve essere una cosa semplice “Amo essere naturale. Adoro costruire le cose da zero, lanciare nuove idee, delle fondamenta, con la speranza che possano lasciare qualcosa”

SEMPLICE COME SUONARE IL VIOLINO Semplicità nel fare cose complicate, come si nota nella nuova pubblicità della Peugeot apparsa in questi giorni in cui Nole viene proposto come il violinista del tennis. E alla domanda se il tennis sia più simile a una partita di boxe di scacchi o sia come andare a teatro Nole risponde “E’ una combinazione di queste tre cose. C’è una battaglia intensa, un combattimento senza contatto. Devi battere il tuo avversario tecnicamente e strategicamente. E infine un po’ come nella commedia devi avere un linguaggio del corpo sempre positivo. Devi cercare di capire quali sono i punti deboli del tuo avversario e al contempo non fargli capire quali sono i tuoi. E allo stesso tempo è un’intensa lotta interiore, alla ricerca della calma. E’ veramente come essere in teatro”

D’altra parte per essere il n°1 del mondo non basta essere un fuoriclasse, questo non porta automaticamente alla notorietà. Bisogna essere anche dei bravi venditori di sé stessi.

E Novak questo lo sa bene sembra, in fondo forse come in una partita di scacchi o di tennis fa soltanto le mosse che sa si devono fare, e lo fa in modo eccellente.



NOVAK DJOKOVIC SI AFFIDA AL POTERE DEI SIMBOLI REIKI


ARTICOLO TRATTO DA http://tennis.it/

Fulvio Nibali

Non bastano più la strepitosa forma fisica e l’incredibile solidità mentale. Ora il numero 1 del mondo si affida anche allo spirito tantrico e ai simboli della tradizione orientale.

Tennis – È probabile che se lo siano chiesto in molti, sia durante la semifinale sia durante la finale degli Internazionali Bnl d’Italia edizione 2016. Il continuo indugiare del regista sui piedi del numero 1 del mondo non può non aver aperto degli interrogativi. E al più goliardico “si sarà preso una cotta per i piedi del serbo”, alternato a “gli piaceranno le scarpe di Nole” si possono accostare come motivazione valida i problemi che Novak Djokovic ha avuto al piede durante la semifinale giocata e vinta in 3 ore contro Kei Nishikori.

Logico da parte della regia internazionale dedicare continue inquadrature a una delle cause che hanno costretto il serbo agli straordinari durante il penultimo atto del Master 1000 di Roma e che lo hanno probabilmente costretto alla resa nella finale contro Andy Murray. Tuttavia, in molti ne saranno rimasti incuriositi, il motivo alla base delle continue inquadrature regalate ai piedi del campione serbo è un altro. E si chiama Cho Ku Rei.

Si tratta di un simbolo Reiki, l’energia della forza vitale universale. La parola Reiki è evidentemente di origine giapponese ed è composta da Rei, l’aspetto universale e illimitato dell’energia universale e da Ki, che indica la forza vitale presente in tutti gli esseri viventi. Il Reiki è uno strumento che permette di contattare il proprio Io e di ampliare la consapevolezza del tutto. In sostanza si tratta di una via spirituale per conoscersi meglio e per vivere la vita con serenità e gioia. Ed è qui che entrano in gioco i quattro simboli del Reiki: il Cho-Ku-Rei, il Sei-He-Ki, l’Hon-Sha-Ze-Sho-Nen e il Day-Komyo.

Il Cho-Ku-Rei notato sulle scarpe del numero 1 del mondo, pur non avendo un significato ben preciso e origini ancora meno definite, viene normalmente inteso come “energia che viene da me”. Nella tradizione nipponica il simbolo viene inteso come una sorta di nuvola di buon auspicio, come un classico “buona fortuna” e si utilizza per richiamare e accumulare energia, per avere forza fisica, ma anche per proteggere il corpo da infortuni.

La differenza la fanno i dettagli. Novak Djokovic sui dettagli ha basato la propria carriera e i propri successi. Un regime alimentare assolutamente rigoroso, allenamenti mirati, incredibile facilità negli spostamenti, core balance eccellente e flessibilità muscolare e articolare quasi disumane. Ora in suo soccorso sembrano arrivare anche i simboli spirituali e la meditazione tantrica provenienti dalla tradizione orientale. L’ironia, però, è una brutta bestia e la domanda sorge spontanea: visto come sono andate le cose – racchettata sul piede e infortunio in semifinale e successiva sconfitta in finale – non sarebbe meglio cambiare?






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